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La vera storia del giallo Genoa-Inter
Un gol che non doveva essere segnato. Una partita che non doveva essere vinta. Un giocatore famoso (Bagni) che i compagni dell'Inter rifiutano di abbracciare. Una rissa negli spogliatoi con pugni, insulti e accuse infamanti. Sullo sfondo, sospetti di scommesse al Totonero fatte da celebrati campioni e andate male. Due giovani giornalisti che annusano lo scandalo, iniziano una paziente inchiesta e arrivano a toccare con mano realtà scabrose: club al degrado, risultati accomodati, giocatori che scommettono, giornalisti corrotti, giudici che indagano, giudici che insabbiano, tribunali che si trasformano in saloon, avvocati disposti a tutto, agguati, intrighi, manovre di Palazzo e addirittura la scoperta di un Giuda che si aggira nella gloriosa redazione del quotidiano «Il Giorno» di Milano.
È questa la vera storia del giallo Genoa-Inter: una partita che il club nerazzurro vinse per sbaglio. Una ricostruzione fedele, documentata, certificata, con retroscena inediti vissuti e testimoniati in prima persona da uno dei giornalisti (Paolo Ziliani) che fecero esplodere il caso. Un caso discusso e scottante che per cento giorni tenne banco sui giornali e in televisione grazie al puntiglio e all'ostinazione dei due giovani cronisti e di un «ispettore di campagna» decisi ad avventurarsi nell'intricata giungla del pallone dove la sola regola era - e forse ancora è - non ci sono regole.
Una storia vera, emblematica e istruttiva di uno scandalo molto italiano che fece tremare un club glorioso come l'Inter e i piani alti del Palazzo del calcio. Un romanzo-verità, ma anche uno spaccato esemplare di un mondo - quello del calcio e del giornalismo - dove le zone d'ombra spesso hanno il sopravvento. E dove succedono storie inconfessabili. Come questa.
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Alla domanda: "E' vero che tornerà a parlare solo dopo il 22 maggio?", Mourinho ha risposto: "Sì. E mi raccomando: solo domande in spagnolo".
Dopo la conferma che Milito sarebbe in ballottaggio con Palermo per andare in Sudafrica, clamoroso alla Federazione argentina: Maradona positivo all'etilometro.
Alla domanda: "A quattro anni da Calciopoli, che ne farà degli arbitri affiliati alla Cupola?", Moggi ha risposto: "Aprirò un outlet".
A Milano impazzano i caroselli dei tifosi del Milan ancora increduli per la fantastica notizia: Mancini torna all'Inter per fine prestito.
Sospettosissimo a dispetto dello scudetto vinto, Mourinho ha preso da parte Oriali e Branca e ha chiesto: "E se il premio a vincere l'avessero girato al Bayern?".
Incredibile all'Inter! Accortosi che il magazziniere aveva dimenticato il Veuve-Clicquot, Mourinho ha detto: "Tranquilli. E portatemi l'acqua che la trasformo in champagne!".
Alla domanda: "Cosa ne pensa degli striscioni di contestazione visti a San Siro contro di lei?", Berlusconi minimizza: "Li ha messi la Guzzanti".
Deluso per il mancato scudetto, Totti confessa: "Speravo che l'Inter incappasse in un 5 maggio moltiplicato per 3: in pratica, 5 x 3 = 16 maggio".
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