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Alberto Zaccheroni: se arriverà quarto, bisognerà farlo santo. Subito.Dopo aver firmato il contratto, aver risposto alle domande dei giornalisti in conferenza-stampa ed essersi seduto in panchina a vedere da vicino la Juve di Ferrara pareggiare in casa 1-1 contro la Lazio, Alberto Zaccheroni ha esordito da allenatore vero, sia pure con 6 soli giorni di lavoro col gruppo, pareggiando 1-1 a Livorno. Un risultato che all'apparenza potrebbe far storcere il naso e che invece va archiviato con soddisfazione. Intanto perché a differenza di quanto aveva fatto la Juve nell'ultima trasferta in casa di una “piccola” come il Chievo (partita orrida, gioco inesistente, sconfitta per 1-0), la Juve di Zac non soltanto ha raccolto un punto, che è sempre meglio di niente, ma nel secondo tempo ha tenuto in mano con una certa autorità – almeno fino all'espulsione di Melo – le redini del gioco. E già questo va considerato un miracolo se è vero che non c'è stato avversario – a cominciare dal Bologna di Papadopulo e dal Livorno di Ruotolo – che sotto il profilo del gioco non abbia regolarmente messo sotto la sgangherata, sconclusionata banda-Ferrara. Come già abbiamo avuto modo di dire, poi, Zac ha accettato la “mission impossibile” di portare la Juve in Champions League (leggi: quarto posto finale per arrivare almeno a giocare il preliminare); e anche se il punto di Livorno è poca cosa, è incoraggiante – anzi: fondamentale - che sia stata avviata l'operazione “ricerca del gioco”. Col modulo abortito di Ferrara - con supervisione di Lippi - la Juve non sarebbe andata da nessuna parte e a grandi linee sarebbe finita al 10-11° posto. Con Zaccheroni, invece, almeno un tentativo serio sarà fatto. A Livorno la creatura ha emesso i primi vagiti: come diceva quello, se son rose, fioriranno.
Di certo, i primi a non aiutare Zaccheroni sono stati – guarda un po'! – i dirigenti della Juventus: che nella conferenza di presentazione, giovedì 28 gennaio, avrebbero dovuto dire a chiare lettere che la missione di portare la Juve alla qualificazione-Champions – missione di cui Zac si è coraggiosamente fatto carico - è disperata. E lo è per complicazioni sopravvenute, e danni arrecati, quando a muovere la giostra erano l'allenatore Ferrara e il presidente Blanc, e non certo Zaccheroni. Ricapitolando: per arrivare quarta, la Juve deve recuperare 3 punti al Palermo (2 + 1 per svantaggio negli scontri diretti) e 4 al Napoli (3 + 1: anche qui svantaggio negli scontri diretti). Detto che la Juve, superata anche dalla Sampdoria, in questo momento è settima, e quindi fuori anche dalla zona-Europa League, c'è ben poco da stare allegri: se si pensa che persino l'inutile 7° posto è a rischio per gli attacchi di Genoa, Bari, Fiorentina e Cagliari, squadre che viaggiano a velocità ben diverse di quella bianconera (2 punti nelle ultime 5 partite, entrambi firmati Zaccheroni).
Se si vuole essere onesti nei confronti di Zaccheroni, occorre dire – e dirlo forte – che vedere la Juve al 4° posto a fine campionato sarebbe un miracolo: un miracolo con la M maiuscola. E anche Buffon e Del Piero, invece di gigioneggiare e di dire – uno ai microfoni, l'altro in rete - che si rifiutano di prendere in considerazione l'ipotesi di non qualificarsi all'Europa che conta, dovrebbero invece comportarsi seriamente: e dire che l'ipotesi di restare fuori dalla Champions è invece tremendamente concreta, e non certo per colpa di Zaccheroni; e che se il nuovo allenatore dovesse riuscire nell'impresa di centrare il traguardo, l'Italia juventina dovrebbe fargli un monumento. E ringraziarlo per il resto dei suoi giorni.
Per chi l'avesse dimenticato, nelle 15 partite che restano da giocare (7 in casa, 8 fuori casa) la Juventus dovrà affrontare in trasferta, in ordine di calendario, la Fiorentina, la Sampdoria, il Napoli, l'Inter e il Milan (oltre a Udinese, Catania e Bologna). Cinque partite difficilissime, che per la Juve allenata da Ferrara sarebbero state impossibili; cinque partite che da sole danno l'idea dell'estrema problematicità dell'obbiettivo-Champions. Ebbene: visto che i dirigenti sono riusciti nell'impresa di farlo sedere sulla panchina bianconera a mercato concluso, senza dargli la possibilità d'intervenire anche solo bloccando la cessione di Molinaro (uno che sulla fascia, pur nella sua modestia, sarebbe tornato estremamente utile), la speranza è che Zaccheroni recuperi al più presto alcuni giocatori indispensabili, Iaquinta e Marchisio su tutti. Dopodiché, l'assalto al 4° posto potrebbe anche riservare una piacevole sorpresa. Piacevole soprattutto per i dirigenti, che fuori dalla Champions avrebbero un danno secco (per mancati introiti e minor gettito degli sponsor) di 60-70 milioni.
Di sicuro, con Zaccheroni la Juve si è data la possibilità di provarci giocando. E anche se al momento le probabilità di arrivare in Champions non superano il 20 %, mentre quelle di qualificarsi all'Europa League sono almeno il 60 % (e quelle di finire fuori da tutto il 20 %), la speranza è l'ultima a morire. Certo, se Blanc e Bettega avessero consegnato la Juve a Zaccheroni dopo la debacle col Catania (1-2 a Torino), a fine 2009, con la possibilità di lavorare due settimane sul gruppo e di dare un paio di consigli di mercato, la situazione oggi sarebbe più rosea.
Andare in Champions sarà un'impresa. Ma se Zaccheroni ce la farà, bisognerà darsi da fare. E farlo santo subito.

Tag: Bettega, Blanc, Buffon, Champions, Del Piero, Ferrara, Iaquinta, Juventus, Zaccheroni
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