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A due settimane dal Manchester scatta l'allarme: Ronaldinho fa pena (e il Milan pure)

La squadra di Leonardo è in fase d'involuzione e sta tornando tragicamente simile all'ultimo Milan lento, bolso e sonnecchiante dell'era-Ancelotti - La necessità di recuperare Nesta dietro e Pato davanti, in attesa di decidere che fare di Dinho

Su gentile concessione di www.paoloziliani.it

Alessandro Nesta: contro Rooney servirà come il paneAlessandro Nesta: contro Rooney servirà come il pane
Domenica, 31 Gennaio 2010

Parma-Inter rinviata per neve, Milan-Livorno sospesa per panna montata. Se l'arbitro Trefoloni fosse stato spiritoso, vedendo il Milan rimestare faticosamente nella zuppiera dopo aver sbagliato le dosi di panna fresca, zucchero e sale, avrebbe fischiato l'interruzione: fatica inutile, quando la panna si squaglia prim'ancora di prendere corpo. La notizia, dopo la 22^ giornata del sempre più triste e deprimente campionato italiano, che vanta un solo squadrone degno di questo nome, e cioè l'Inter (a proposito: sarebbe ora che i nerazzurri si mostrassero col volto di combattenti anche in Europa, ora che arriva il Chelsea), non è tanto il Milan che ha dato addio a ogni sogno di scudetto, visto che solo un pazzo poteva pensare potesse vincerlo: la notizia è che i fuochi d'artificio della ditta “Leonardo”, che così inaspettatamente avevano allietato le serate dei tifosi e degli sportivi a cominciare dalla notte di Real Madrid-Milan 2-3, sagra del gol al Bernabeu, sono finiti. Quelli belli, almeno. Quelli che ti tenevano col naso all'insù perché l'esplosione di luci, suoni e colori era un'emozione: una sorpresa inaspettata, dopo le cilecche d'inizio stagione.

Dispiace dirlo, ma il Milan visto in campo contro il Livorno, così come con l'Udinese in Coppa Italia e prim'ancora con l'Inter nel derby, è un Milan disperatamente simile a quello spento, logoro e fradicio degli ultimi mesi della gestione-Ancelotti. A due settimane dalla sfida di Champions col Manchester, è un peccato. Perché il Manchester, che dopo le cessioni di Cristiano Ronaldo e Tevez è tornato ad essere avversario abbordabile, sembra avere superato il suo periodo di appannamento ed è ritornato a giocare a buoni livelli; mentre il Milan, che aveva chiuso il 2009 coi botti, oggi senza Nesta e senza Pato – e con un Ronaldinho improponibile – sta risfoderando la maschera tragica di un passato troppo recente per essere dimenticato.

Il Ronaldinho visto in campo contro il Livorno, capace di saltare l'uomo (Raimondi) solo una volta, al 91', sbagliando poi il passaggio in area (palla regalata al portiere), è tornato ad essere quell'autentica jattura d'inizio stagione, oltre che un insulto agli occhi dei compagni spediti in panchina. Leonardo lo considera la sua scommessa più importante e insiste su di lui oltre ogni ragionevole limite: ma se continua a incaponirsi, rischia di rompersi le corna. A dire le cose come stanno, a dispetto dei 2 gol segnati nel finale di gara, Dinho aveva cominciato a giocare partite orrende proprio in Juventus-Milan 0-3: tant'è che persino Leonardo, un minuto prima del gol del 2-0, lo aveva mandato cordialmente al diavolo. E a parte la “non partita” contro il Siena, con i toscani in 10 per l'espulsione di Curci al pronti-via, l'ex Pallone d'Oro non ha fatto altro, nel 2010, che inanellare figuracce; nullo contro l'Inter, inguardabile contro il Livorno. Con un Ronaldinho così, non si sa bene se più irritante o dannoso, il Milan finisce regolarmente col regalare un uomo agli avversari. E siccome non è l'Inter – una squadra di guerrieri capace di non disunirsi anche con Sneijder espulso al 26' -, il Milan con una palla al piede del genere perde. O pareggia, se va bene e l'avversario si chiama Livorno.

Bisogna poi rendersi conto di molte cose: e non commettere l'errore di trasformare le pecche in virtù. Per fare un esempio: con tutto il rispetto per gli esterni di difesa Abate e Antonini, che stanno dando il massimo e hanno regalato alla squadra fiato e dinamismo, un conto è avere Cafu e Serginho (o il Pancaro dell'anno dello scudetto, che giocò benissimo), un conto è avere, per l'appunto, Abate e Antonini. Perché Cafu e Serginho sono giocatori di classe, Abate e Antonini no. E che un Cafu nasca una volta ogni 20 anni è evidente: ma è anche vero che il Cissoko acquistato in estate, e poi ripudiato perché bocciato alla visita medica dentistica, nel Lione sta dimostrando di essere un ottimo esterno difensivo, pericoloso negli arrembaggi, altra cosa (e altra classe) rispetto al pur generoso Antonini.

È tornato, osannato e riverito, David Beckham; che ci mette tutta l'umiltà di questo mondo, e tutta la classe (ancora tanta) di cui dispone. Bene, bravo. Ma l'inglese, che a maggio compirà 35 anni, è uno che va a 33 giri quando nel calcio di oggi bisogna andare a 45, e a volte anche a 78. Sennò non è musica. Per dire: se il Milan avesse puntato su Krasic del Cska Mosca, un esterno d'attacco che studia da Nedved, e con ottimi risultati, sarebbe stata un'altra cosa. Ma il Milan non ha fatto campagna acquisti, a meno di non ritenere un rinforzo Oddo che rientra dalla Germania o Jankulovski che rientra dall'infermeria. E insomma, capita spesso di vedere in campo tutti assieme Beckham e Pirlo e Seedorf: gente di classe sopraffina, ma dai ritmi da football bailado. Correre è un'altra cosa.

Detto che Nesta e Thiago Silva sono la coppia centrale più forte di tutta la serie A, e forse d'Europa, e che Pato e Borriello in attacco non temono confronti (ma in questo momento mancano Nesta dietro e Pato davanti: e 2 su 4 sono troppi), Leonardo deve fare i conti anche col passare degli anni: che per alcuni (vedi Ambrosini) non si nota, per altri (Gattuso, Zambrotta) è di drammatica evidenza. Una volta Gattuso era mezzo Milan, oggi sembra Brocchi fuori forma.

Il 16 febbraio si gioca Milan-Manchester, andata degli ottavi di Champions: ed è questa la sfida attorno a cui gira tutta la stagione del Milan. La speranza, per i tifosi, è quella di vedere in campo Nesta e Pato, possibilmente non alla prima uscita dopo gli infortuni, e anche Ronaldinho, purchè non catatonico. Rooney e Giggs a parte, fenomeni veri nel Manchester non ce ne sono. E Nesta e Thiago Silva sono meglio di Ferdinand ed Evans (o Brown), così come Pirlo, Ambrosini e Seedorf possono tranquillamente vincere il confronto con Scholes, Carrick e Flechter. Poi c'è Rooney che in questo momento sovrasta – anche per motivi di salute - Pato, Berbatov che tiene testa a Borriello, Van der Saar che dà più affidamento di Dida, Neville (o Rafael) ed Evra con più esperienza – e classe – di Abate e Antonini. E Ronaldinho: che (in teoria) vale assai più di Nani o Valencia. Solo che due volte su tre non gioca.

Sarà durissima.

Paolo Ziliani
Postato da Paolo Ziliani, domenica, 31 gennaio 2010 alle 22:28 in Da non perdere | 2208 click | Invia ad un amico

Tag: Ancelotti, Beckham, Leonardo, Manchetser, Milan, Nesta, Pato, Ronaldinho, Rooney


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