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Se il ballottaggio è tra Gentile e Zaccheroni: un po' come dire il mare o la montagna...

Juve senza bussola: Bettega e Blanc incerti tra un allenatore offensivista come Zac e un tecnico "palla lunga e pedalare" come Gheddafi - La favola di Benitez che lascia Torres per venire ad allenare Amauri - Poche idee, ma confuse

Roberto Bettega: Blanc lo ha assunto come suo vice e consulente personaleRoberto Bettega: Blanc lo ha assunto come suo vice e consulente personale
Giovedì, 28 Gennaio 2010

Come diceva quello: poche idee, ma ben confuse. Mentre continua lo scempio di quel che resta di Ciro Ferrara – un cadavere, sportivamente parlando, cui i dirigenti si rifiutano di dare degna sepoltura, preferendo lasciarlo in pasto a iene e avvoltoi -, i bene informati assicurano che la scelta del sostituto si è ormai ridotta al ballottaggio Claudio Gentile-Zaccheroni: che sarebbe come dire non so se scegliere il giorno o la notte, il mare o la montagna, Cicciolina o Madre Teresa, Di Pietro o Berlusconi. O se preferite il paragone calcistico, Zeman o Trapattoni. Tempi nerissimi, quelli che si vivono alla Real Casa. Perché se è vero che Bettega e Blanc non sanno decidere se è meglio Claudio Gentile o Zaccheroni, la notizia è che nessuno alla Juve ha la minima idea di che tipo di squadra varare per uscire dalle sabbie mobili. E se è risaputo che monsieur Blanc non sa distinguere un pallone da calcio da uno da rugby, che anche Bettega brancoli nel buio francamente sorprende.

Dunque, o Gentile o Zaccheroni. Che in comune, come allenatori, hanno una sola cosa: non li chiama più nessuno da 3 anni abbondanti. Per il resto, due tecnici più agli antipodi è difficile concepirli. Gentile ha un curriculum ridotto all'osso; ha allenato solo la nazionale Under 21 vincendo un Europeo con un modulo – come direbbe Pizzul – molto all'italiana (e molto alla Gheddafi): 4-5-1, difesa copertissima, rigetto totale di ogni forma di spettacolarità, parola d'ordine “l'importante è vincere, non convincere”. All'estremo opposto, Zaccheroni ha un ruolino di marcia lungo come la fame che parte da Cesenatico e Riccione e finisce a Inter e Torino passando da Cosenza e Milan, Baracca Lugo e Lazio. A Udine, nel finale degli anni '90, Zaccheroni s'inventò un modulo a tal punto spregiudicato, redditizio e spettacolare (il 3-4-3) che il Milan lo scelse per affidargli il dopo-Sacchi e il dopo-Capello: e lui, con l'aiuto dello stellone, vinse un irripetibile scudetto al primo tuffo rimontando 8 punti nelle ultime 7 partite ad una Lazio di mostri come quella di Mancini e Mihajlovic, Salas e Stankovic, Vieri e Nedved, Nesta e Marchegiani (allenatore Eriksson). Zac si affidò alla vecchia guardia (Maldini, Albertini, Costacurta) assistita dai declinanti ma ancor validi Boban, Weah e Leonardo, da Bierhoff, Abbiati e Ganz, ma anche da Guglielminpietro e N'Gotty, Sala e Ba, Ziege e Ayala. Come fece a farcela, onestamente resta un mistero. Ma fu un miracolo. E successe. Undici anni fa, per la precisione.

Da allora, Zac è diventato l'allenatore del vorrei ma non posso; o meglio, del “vorrei ancora ma non ce la faccio più” (a far quadrare il cerchio). Paladino dello spettacolo a tutti i costi, tanto da superare Sacchi a sinistra, non ce l'ha fatta a riaccreditarsi come tecnico-top soprattutto all'Inter e alla Lazio dove ancor'oggi, invece della sua buona semina, ricordano tracolli memorabili tipo Inter-Arsenal 1-5 (addio Champions League) o Lazio-Roma 1-5 (con Montella che segna 3 gol a Nesta nei primi 37 minuti del derby e lo costringe al cambio). Gran signore – come anche Gentile, sia chiaro -, subì all'Inter un trattamento assai vicino a quello che la Juve sta riservando a Ferrara: chiamato a sostituire Cuper dopo poche partite, lavorò per il resto della stagione cercando di non dar retta alle voci che volevano Moratti già d'accordo con Mancini per la stagione successiva. Confermato a parole, e a più riprese, dal presidente Facchetti, venne messo alla porta a fine campionato, molto rudemente, a dispetto del raggiungimento dell'obbiettivo richiestogli: l'approdo in Champions League.

Tornando a bomba. La Juve di Ferrara non dà più segni di vita, la situazione precipita, la squadra è sesta e per sperare di andare in Champions deve recuperare 4 punti al Napoli e 1 al Palermo (anzi: facciamo 5 e 2, visto che il confronto negli scontri diretti per ora è pesantissimo) e mentre tutti i sistemi d'allarme sono scattati, e le sirene ululano che è un (dis)piacere, i mammasantissima Bettega e Blanc fanno come l'asino di Buridano: cioè, muoiono di fame e di sete ma non sanno se è meglio prima bere o mangiare, e ci pensano, si arrovellano, e intanto le forze scemano...

Che cosa si nasconde dietro alla drammatica incertezza tra la scelta di Gentile o di Zaccheroni? Purtroppo la confusione più totale. Gentile armerebbe la squadra di spada, Zaccheroni di fioretto. Gentile cercherebbe subito di blindare la difesa, Zac potrebbe provare una difesa a 3 (Cannavaro, Chiellini, Legrottaglie) che libererebbe un uomo in avanti. Di certo, tra le squadre che i due tecnici plasmerebbero non c'è alcun punto di contatto, e la domanda allora è: che cosa sta cercando la Juve? E perché questi due nomi? Temiamo seriamente che la risposta sia: perché costano poco. Gentile si accontenterebbe di 250 mila euro fino a giugno a patto di essere inserito nei quadri dirigenziali a stagione conclusa, mentre Zaccheroni chiede poco di più senza dettare condizioni. Ecco spiegato allora il perché del ballottaggio: invece del progetto, dietro c'è il conto della serva.

Tocco umoristico: c'è chi dice che tutto sia in stand-by perché Jean Claude Blanc vorrebbe riuscire nell'impresa di convincere Benitez a non presentarsi sulla panchina del Liverpool, sabato alle 15 ora locale contro il Bolton, ma a sedersi su quella della Juventus, domenica alle 20,45 contro la Lazio. Tutto molto bello, naturalmente: se non fosse che Benitez è legato al Liverpool fino al 2014 da un contratto multimilionario, ha uno staff di una decina di collaboratori e l'operazione-Italy potrebbe costare alla Juve, ad occhio e croce, qualcosa come 28 milioni. In attesa di annotare su block-notes i desiderata di Rafa in sede di campagna-acquisti: uno abituato a pasteggiare a base di Fernando Torres.

Voi che ne dite: arriva Benitez o arriva Gentile (o in alternativa Zaccheroni)? In attesa di saperne di più, è stato calcolato che la mancata qualificazione alla Champions, tra proventi per diritti televisivi persi e minor contributo degli sponsor, arrecherebbe alla Juventus un danno secco di 60-70 milioni di euro. Qualcuno magari ci penserà: per ora, la priorità è pensare al contratto d'ingaggio di Claudio Gentile. Vuole 250 mila euro e se si riuscisse a risparmiare qualcosina...

Paolo Ziliani
Paolo Ziliani
Postato da Paolo Ziliani, giovedì, 28 gennaio 2010 alle 15:03 in Scripta manent | 2012 click | Invia ad un amico

Tag: Benitez, Bettega, Blanc, Claudio Gentile, Ferrara, Juventus, Zaccheroni


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