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Se questo è un dirigente: 9 domande a Blanc, lo sfasciacarrozze della Juventus

Sono passati 10 mesi dal pranzo della foccaccia di Recco in cui il dirigente, su consiglio di Lippi, decise di cacciare Ranieri e ripartire da Ferrara (e Cannavaro e Grosso) - Oggi la Juve è un ammasso di macerie: noi allora chiediamo...

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Domenica, 24 Gennaio 2010

Se questo è un uomo, scrisse Primo Levi. Se questo è un dirigente, bisognerebbe scrivere oggi. Parliamo, l'avrete capito, di Jean Claude Blanc, il mammasantissima della Juventus che con la benedizione della proprietà (John Elkann) si è autonominato Santissima Trinità Bianconera giungendo ad incarnare le figure di Padre, Figlio e Spirito Santo (presidente, amministratore delegato e direttore generale). Se questo è un dirigente, si chiede l'appassionato di calcio, Marotta della Sampdoria, Corvino della Fiorentina e Sartori del Chievo che cosa sono? Forse Premi Nobel di quella scienza impossibile, insondabile e imperscrutabile – per monsieur Blanc - chiamata calcio? Massimo Troisi diceva: credevo fosse amore, invece era un calesse. I tifosi della Juventus, parafrasando Troisi, dopo Juventus-Roma 1-2 (sesta sconfitta nelle ultime 8 partite) dicono: credevo fosse una squadra, invece era un triciclo. Dove il suffisso “tri” è più che mai d'obbligo. Perchè la Juve sembra caduta dalla padella alla brace. Ieri la triade, oggi il dirigente uno e trino. Ieri la vergogna di dirigenti corruttori, oggi la vergogna di dirigenti inetti e incompetenti. A partire da Blanc. Che come prima preoccupazione, non più tardi di due mesi fa, aveva quella di far sapere ai tifosi che la Juve avrebbe cucito sulle sue maglie la 3^ stella in caso di conquista dello scudetto (avete capito bene: scudetto). Un'idiozia in assoluto e una meschineria nel particolare: se il nuovo corso della Juventus ha il volto di un presidente – e amministratore delegato e direttore generale – che perde il suo tempo a lisciare il pelo ai tifosi, solleticando i bassi istinti del popolo bue, converrete con noi che è giunta l'ora di abbassare la saracinesca. Ma così è. E mentre la Juventus del nuovo corso (sic), quella di John Elkan e Blanc, di Lippi e Ferrara, va alla deriva svilita, umiliata e spernacchiata, e messa sotto da tutti, dal Chievo e dal Bayern, dal Milan e dal Catania, i poveri tifosi – e gli sportivi in genere – restano lì, con le loro semplici domande cui nessuno si premura di dare una risposta.

DOMANDA 1. Caro Blanc, visto che ancor'oggi rivendica come saggia la sua decisione di cacciare Ranieri, considerato non più all'altezza del progetto-Juve, ci spiega perché non ha sostituito un allenatore considerato di seconda fascia con un allenatore di prima fascia? E ci spiega perché ha messo alla guida del bolide un pilota col foglio rosa?

DOMANDA 2. Se è stato Lippi a garantire su Ferrara, su quali considerazioni si basavano le referenze del c.t. visto che Ferrara – catapultato sulla panchina alla 37^ e penultima giornata del campionato scorso – non aveva la benché minima esperienza di allenatore: e in teoria poteva essere Einstein o lo scemo del villaggio, ma saperlo era impossibile?

DOMANDA 3. Se è vero che è stato Lippi a consigliare, oltre a Ferrara, gli acquisti di Cannavaro, Grosso e buon ultimo Candreva, e visto che Cannavaro e Grosso hanno fatto più danni della grandine, mentre il ragazzo ha cominciato sabato sera contro la Roma, non le è venuto il dubbio che il c.t. sia magari un ottimo allenatore ma un pessimo suggeritore (e stratega)? E se dopo Ferrara, Cannavaro, Grosso e Candreva, il prossimo capitolo del progetto-Juve si chiama Lippi presidente, non le viene il dubbio che forse è il caso di riparlarne?

DOMANDA 4. Se è vero che Hiddink era stato contattato, ma la Juve si è ritirata in buon ordine tramortita dalla richiesta d'ingaggio (3,5 milioni netti per arrivare a giugno), sicuro che sia stata la decisione più saggia? Meglio pagare 3,5 milioni netti a un allenatore capace di rimetterti in piedi una squadra allo sbando in due settimane – come Hiddink fece col Chelsea di Scolari la stagione scorsa, che guarda caso eliminò proprio la Juve negli ottavi di Champions – o meglio precipitare in classifica col rischio, concretissimo, di non qualificarsi nemmeno alla prossima Champions League, il che significa danno economico secco di qualcosa come 20 milioni di euro?

DOMANDA 5. Che cosa significano gli acquisti di Paolucci e Candreva? La Juve sta già facendo una fatica d'inferno a reggere il modulo a 2 punte più Diego: ma anche ammettendo di trovare la quadratura del cerchio, magari col recupero del migliore degli attaccanti, e cioè Iaquinta, questo significa che a organico completo per Paolucci ci sarebbe posto in tribuna, mentre Candreva potrebbe giocare solo e soltanto in sostituzione di Diego (e non certo con lui e due punte): insomma, un panchinaro di lusso che a giugno sarà acquistato per 7 milioni della metà. With compliments!

DOMANDA 6. Cosa ci vuole per accorgersi dell'inadeguatezza di Ferrara al ruolo di allenatore? Dopo l'inenarrabile sconfitta col Napoli (2-3 dopo aver condotto 2-0), contro la Roma è arrivato il tracollo in fotocopia: 1-2 dopo aver condotto 1-0. Con Ferrara che sull'1-1, invece di cercare di salvare il salvabile, toglie un difensore (Grygera) e mette un trequartista (Candreva) mandando Salihamidzic a fare il terzino. Morale: Riise se ne parte tutto solo verso Buffon senza che nessuno lo segua e Buffon, per non prendere gol, è costretto a buttarlo giù e a farsi espellere. Dopodiché, in 10 contro 11, a contrastare Riise – restando a guardarlo mentre colpisce di testa la palla del 2-1 – c'è proprio Candreva. Il gioiellino da 15 milioni mandato in campo non si sa bene a combinare cosa.

DOMANDA 7. Come pensa di risolvere, la Juve, il problema-Del Piero? Sul capitano ora piovono gli elogi di tutti per il gol – magnifico – segnato alla Roma; ma a parte il fatto che si tratta del primo gol in campionato, e che non è servito a niente, è così difficile dire le cose come stanno? Del Piero ha segnato un fantastico gol da fermo: ma anche Baggio ce l'avrebbe fatta, forse anche Rivera. Nessuno discute la classe di Alex, ma sarebbe ora di ricordare che Del Piero va verso i 36 anni e che in campo è spento, cade sempre, perde quasi tutti i palloni ed è una palla al piede, per una squadra che vuole tornare grande, né più né meno di Cannavaro, né più né meno di Grosso, e con tutto il rispetto che va portato a Del Piero, Cannavaro e Grosso. La verità è che la Juve ha vinto 4 partite a inizio campionato perché in avanti c'era Iaquinta che fa l'attaccante, il centrocampista e il terzino: poi, infortunatosi Iaquinta, con Amauri e Del Piero in versione gatti di marmo la squadra si è impantanata e nessuno è più riuscito a rimetterla in carreggiata.

DOMANDA 8. E che dire di Melo, che col recupero di Sissoko – e l'acquisto di Candreva – si avvia a un finale di stagione da panchina fissa? Con che criterio sono stati spesi i 25 milioni per il brasiliano della Fiorentina, visto che la Juve cercava un regista (D'Agostino) e visto che Melo è tutto tranne che un regista? Un'operazione di mercato che grida vendetta e che vede la Juve recidiva, se è vero che un anno prima era stato acquistato Poulsen, altro taglialegna, dopo il lungo e inutile inseguimento a Xabi Alonso.

DOMANDA 9. Per concludere: un dirigente che nel giro di dieci mesi – e cioè dal giorno 10 aprile, data del famoso pranzo della focaccia al ristorante Da Vittorio, a Recco, con Lippi commensale – riesce a sfasciare la Juventus nel terribile modo che è sotto gli occhi di tutti, come fa a non sentire l'obbligo di rassegnare le dimissioni per comprovata inettitudine? Esiste una ricetta francese che lei, caro Blanc, vuole tenere segreta?

Paolo Ziliani
Paolo Ziliani
Postato da Paolo Ziliani, domenica, 24 gennaio 2010 alle 13:26 in Scripta manent | 3633 click | Invia ad un amico

Tag: Blanc, Candreva, Del Piero, Elkann, Ferrara, Hiddink, Juventus, Ranieri, Roma


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