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Metti un giorno a pranzo Lippi che consegna a Blanc il progetto della Juventus vincente

Ritorno con la macchina del tempo al leggendario "pranzo della focaccia" di Recco: quando il c.t., in barba ad ogni deontologia, pugnalò Ranieri suggerendo l'ingaggio di Ferrara e gli acquisti di Cannavaro e Grosso per una Juve di nuovo vincente

Marcello Lippi: c.t. della nazionale e a tempo perso art director della JuventusMarcello Lippi: c.t. della nazionale e a tempo perso art director della Juventus
Martedì, 22 Dicembre 2009

A proposito di Lippi che in un'intervista concessa a Sky Sport 24 ammette, finalmente, di essere stato l'ispiratore occulto (ma neanche tanto) della dirigenza juventina, l'uomo di fiducia che caldeggiò gli ingaggi di Cannavaro e Grosso, oltre che quello di Ferrara allenatore; a proposito di Lippi che ancor'oggi garantisce sulle qualità dei tre "pupilli" e che si accalora nella difesa della Juventus made in Ferrara (una sottomarca del made in Lippi), la cui crisi - a parere del c.t. - è dovuta solo ed esclusivamente ai tanti giocatori infortunati, da Sissoko a Chiellini, e non a scelte errate o a carenze della guida tecnica; a proposito di Lippi che giura che mai tornerà alla Juve come allenatore o direttore tecnico (abbiamo capito: Blanc deve avergli promesso la poltrona di presidente in stile Boniperti), ci piace riproporre l'articolo che in questo stesso sito scrivemmo otto mesi fa, il 20 aprile 2009, un mese prima della fine del campionato scorso. Ranieri era ancora l'allenatore della Juventus e sui giornali era apparsa la notizia - ai nostri occhi sconcertante - del ritorno alla Juve di Cannavaro, a pochi giorni dal "pranzo della focaccia" svoltosi a Recco, al ristorante "Da Vittorio", tra Jean Claude Blanc, amministratore delegato della Juventus, e il c.t. della nazionale, Marcello Lippi...

"Quando si dice sbagliare titolo. Non c'è giornale, oggi, che non metta in grande evidenza la notizia del ritorno di Cannavaro alla Juventus (“La Juve dice sì a Cannavaro”, Gazzetta dello Sport; “Cannavaro alla Juve!”, Corriere dello Sport; “Conte-Cannavaro tormenti Juve”, Tuttosport; “Ritorna Cannavaro”, Corriere della Sera; “Juve, riecco Cannavaro l'ingrato”, Repubblica), mentre il vero titolo a nostro avviso sarebbe stato un altro. E cioè: “Esonerato Ranieri”. O silurato. O cacciato. Fate un po' voi. Eh sì. Nessuno discute l'importanza del ritorno in bianconero del capitano della nazionale. Ma dietro questa operazione di mercato c'è, in tutta evidenza, la notizia vera: e cioè che i dirigenti della Juventus stanno programmando il futuro, a cominciare da quello immediato, non con Ranieri, bensì con Lippi. Che il 10 aprile, come tutti sanno, si è incontrato a pranzo a Recco con l'a.d. della Juve, Jean-Claude Blanc, e adesso abbiamo capito perché: non per parlare di Amauri nazionale azzurro, ma per parlare della Juventus del futuro. Quella del futuro immediato (che reimbarca uno dei grandi “traditori” del dopo-Calciopoli, appunto Cannavaro); e quella del futuro prossimo venturo, che riporterà al timone l'attuale c.t. azzurro Lippi con aiutante a fianco (Conte, oggi al Bari). Detto per inciso: manca solo Moggi, come si vede, e la restaurazione è completa. Ma siccome Big Luciano è uno che dietro le quinte si muove con grande disinvoltura anche in presenza di squalifiche di 5 anni (con proposte di radiazione, per quanto mai prese in considerazione dal Palazzo del calcio), forse la sua assenza dalla foto di gruppo è solo apparente. Se strizzate un po' gli occhi il suo contorno si materializzerà: come un ectoplasma di “Poltergeist, demoniache presenze”.

Dunque, la Juventus ha esonerato Ranieri. È questa la grande notizia che si nasconde sotto la piccola notizia del ritorno di Cannavaro alla Juventus. E la seconda notizia – non proprio edificante, diciamolo - è che Marcello Lippi, vero e proprio santone del mondo del pallone italico, sta portando avanti un doppio lavoro: quello ufficiale di c.t. della nazionale azzurra e quello “sommerso” di direttore tecnico della Juventus. Un vero e proprio lavoro “in nero”, tecnicamente parlando. Rispetto delle regole della più elementare deontologia professionale: zero virgola zero.

Domanda: che cosa ci sta a fare, ormai, Ranieri alla Juventus? E che senso ha che il tecnico resti fino alla scadenza del suo mandato (giugno 2010) quando il nuovo management – e cioè Cobolli Gigli, Blanc, Secco – programma il futuro attovagliandosi con il c.t. della nazionale? Ormai il disegno è chiaro: la Juve ha deciso di rimettersi nelle mani di Lippi ma la cosa sarà possibile solo dopo il mondiale in Sudafrica, e cioè dall'estate del 2010. Che fare, dunque, nel frattempo? I dirigenti della Juve hanno scelto la strada del cinismo più assoluto e hanno cominciato a mettere i ponteggi, attorno all'edificio Juve, seguendo le indicazioni di mastro Lippi: il tutto sotto il naso dell'allibito Ranieri. Che a questo punto ha due sole strade davanti a sè: restare sulla panchina della Juve nel 2009-2010 del tutto delegittimato (e con un'autorità sui giocatori pari a zero), oppure andarsene – da grande signore qual è -, dando le dimissioni, facendo risparmiare a Cobolli e Blanc un anno di stipendio e spianando la strada con un anno di anticipo al delfino di Lippi, Conte, che verrebbe a sedersi sulla panchina bianconera nel luglio 2009 e verrebbe teleguidato da Viareggio (sic) per una stagione.

Il comportamento della dirigenza juventina si commenta da solo: e su quello di Lippi, che già nel periodo di Donadoni c.t. azzurro non era certo stato il massimo dell'eleganza (per informazioni chiedere allo stesso Donadoni, please), meglio stendere un velo pietoso. Resta la sconfortante realtà del vergognoso trattamento riservato a un allenatore bravo e a una persona di eccezionale correttezza come Claudio Ranieri; e l'inquietante sensazione che la Juve del nuovo corso, quella che doveva fare dimenticare le sconcezze di Calciopoli, torna pericolosamente a virare verso il suo passato. Discutibilissimo anche nel periodo dei successi di Lippi, se è vero che lo scandalo-doping del dr. Agricola – con tanto di processo - non è mai stato dimenticato e i maneggi di Moggi e della Triade in materia arbitrale men che meno.

La Juve ha esonerato Ranieri. In panchina (o in cabina di regia) torna Lippi. E in tribuna il fantasma di Moggi".

Paolo Ziliani
Paolo Ziliani
Postato da Paolo Ziliani, martedì, 22 dicembre 2009 alle 16:32 in Scripta manent | 3185 click | Invia ad un amico

Tag: Blanc, Cannavaro, Ferrara, Grosso, Juventus, Lippi, Ranieri, Recco


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