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Marcello Lippi: dopo Italia-Cipro ha "sbroccato" in modo indegno.La domanda è: se l'Italia diventa campione del mondo e Lippi e Cannavaro lo diventano assieme ad essa, è possibile gioire per la prima cosa e dispiacersi per la seconda? L'interrogativo non è peregrino. È un po' quel che capitò nell'estate del 2006, ai mondiali di Germania, e noi – per l'appunto - reagimmo proprio così: ci rallegrammo per il 4° titolo mondiale vinto dagli azzurri (anche se l'impresa non aveva nulla a che vedere con quella di Bearzot nell'82, quando l'Italia mise sotto Argentina, Brasile, Polonia e Germania, mentre quella di Lippi piegò Australia, Ucraina, la peggior Germania di sempre e Francia) e ci rammaricammo perché nell'albo d'oro erano finiti i nomi di Lippi e Cannavaro. Il cui avvicinamento al mondiale era stato, moralmente parlando, discutibile: l'olezzo maleodorante sollevato dalle rivelazioni di Calciopoli era ancora lì, sotto il naso di tutti, stagnante, e non è che il c.t. e il difensore juventino ne uscissero molto bene tra rapporti con Moggi, finte malattie per farsi vendere, figli procuratori dai metodi disinvolti (sic) e chi più ne ha più ne metta. A completare il quadro, per dovere di cronaca, c'era anche un Buffon finito sotto inchiesta per una questione di scommesse: mica male, non c'è che dire.
Poi l'Italia divenne campione del mondo e successero tre cose: l'Italia si ubriacò di felicità, Cannavaro venne premiato come miglior giocatore d'Europa (una barzelletta? No, è successo davvero) e Lippi ottenne la conferma di quel che aveva sempre pensato, e cioè che dopo Napoleone Bonaparte, il più grande condottiero della storia dell'umanità era lui, il bel Marcello, l'uomo che a livello d'immagine passa da una Waterloo all'altra ma chissenefrega, tanto gli dicono tutti “bravo Marcello” e le leccate e i salamelecchi si sprecano. Ancora oggi.
La sceneggiata fatta da Lippi al termine di Italia-Cipro 3-2, davanti a 7 milioni e passa di telespettatori, per arroganza, prepotenza e maleducazione è stata un capolavoro: e tuttavia, alzi la mano chi si è meravigliato della cafonaggine del nostro commissario tecnico, che ha fatto quel che è abituato a fare e si è solo limitato ad alzare l'asticella della sua performance. Lippi ha parlato di vergogna - per il pubblico di Parma che dava a vedere di non gradire lo spettacolo e rumoreggiava -, ma sarà il caso di ricordargli che la vergogna vera è la sua: quella di un c.t. che pretende applausi per il solo fatto di essere campione del mondo, come se chi va al cinema fosse obbligato ad applaudire una boiata pazzesca solo perché il regista, 4 anni prima, di riffe o di raffe ha vinto un Oscar. Per 80 minuti l'Italia schierata a Parma aveva fatto schifo. A mo' d'attenuante, Lippi dice di avere fatto “una cosa che non si è mai vista”, e cioè cambiare 11 giocatori su 11, e nemmeno si rende conto di darsi la zappa sui piedi. Prima di tutto perché “una cosa che non si è mai vista” è, evidentemente, una cavolata (se nessun c.t. ha mai cambiato 11 giocatori su 11 è perché nessuno è scemo); ancora, far giocare la squadra-riserve al gran completo non è certo una delicatezza che tu compi nei confronti della città che ti ospita (e che magari aspettava di vedere e di applaudire la nazionale da chissà quanti anni). E se proprio vogliamo dirla tutta: chi l'ha detto che i tifosi che invocano Cassano siano dei miserabili disfattisti? Voler veder giocare Cassano invece di Pepe o Gamberini o Bocchetti è davvero così grave? E ammesso che lo sia, perché Lippi – che è pagato anche per questo, checchè ne pensi – non spiega a tutti perché Pepe e Gamberini e Bocchetti meritano di giocare in nazionale e Cassano invece no? Se si ostina a non farlo, la gente continuerà a non capire: e poiché tutti pensano che Cassano sia un bravo giocatore, faticano ad accettarne l'esclusione. In mancanza di spiegazioni, delle due l'una: o Lippi è un genio e gli italiani sono tutti cretini, oppure gli italiani non sono cretini e quello vero va cercato altrove.
Domanda: se l'Italia in Sudafrica ridiventasse campione del mondo, e il suo c.t. assieme ad essa, è obbligatorio gioire per entrambe le cose? Noi l'avevamo detto prima dei mondiali 2006 e lo ribadiamo oggi: se l'Italia l'estate prossima dovesse ridiventare campione del mondo, noi saremo felici, anzi felicissimi per il 5° titolo mondiale che ci metterà sullo stesso piano del Brasile. Ma ci dispiacerà molto, anzi moltissimo, per Lippi. Il c.t. più arrogante che la storia del calcio ricordi.

Tag: Buffon, Cannavaro, Italia-Cipro, Lippi, Moggi, Mondiali, Sudafrica
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