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Gianluca Paparesta: Gussoni e Collina l'hanno fatto fuori perchè troppo onesto.E se tutto fosse esattamente come prima? Come ai tempi in cui Calciopoli impazzava e il marcio era il segno distintivo del mondo del pallone in tutte le sue componenti, a cominciare da quella arbitrale? E se il Grande Vecchio che per una dozzina di anni ha imperversato con le sue malefatte e le sue corruzioni, prima di essere colto con le mani nel sacco - roba che Al Capone al confronto era un dilettante -: se il Grande Vecchio – dicevamo – fosse ancora saldamente al suo posto a muovere a suo piacimento le nuove e le vecchie pedine del gioco sporco del calcio italiano? C'è qualche verginella disposta a stracciarsi le vesti? Secondo noi, non sarebbe il caso. Perché la verità è che il calcio italiano era una cloaca prima di Calciopoli, lo è stato durante l'estate calda dei processi e lo è rimasto adesso. Niente è cambiato. Anzi, a dirla tutta, ora il tanfo è aumentato.
Questa è la storia di 6 personaggi in cerca d'autore: per l'esattezza, 6 personaggi del mondo arbitrale. In ordine alfabetico: Griselli, Gussoni, Lanese, Paparesta, Rocchi, Trefoloni. Ve la raccontiamo in pillole.
PAPARESTA. È l'arbitro che negli spogliatoi di Reggio, dopo Reggina-Juventus 2-1, subisce l'aggressione di Moggi e Giraudo sotto gli occhi del commissario Ingargiola, che fa finta di non avere visto e di non avere sentito. La Procura di Napoli che nell'inchiesta di Calciopoli ha rinviato a giudizio per associazione a delinquere e/o frode sportiva 37 personaggi del mondo del pallone, lo ha prosciolto e ha archiviato la sua posizione. Paparesta è l'unico addetto ai lavori ad avere collaborato con la giustizia ordinaria e con la giustizia sportiva ammettendo l'esistenza delle tessere telefoniche usate da Moggi per mettere in piedi la sua rete di corruttela (per esempio, ha raccontato con tanto di date e prove documentali che suo padre, dirigente arbitrale, è stato accompagnato da Lanese nell'ufficio di Moggi, alla sede della Juventus, per ricevere dalle mani di Big Luciano la tessera telefonica). Paparesta è uno dei migliori arbitri italiani, forse il migliore dopo Collina, e ha la qualifica di internazionale. Ebbene: pochi giorni fa, il nuovo presidente degli arbitri (Gussoni) e il nuovo designatore (Collina) lo hanno messo a riposo “per motivi tecnici” al pari di mezze scartine tipo Lops, Squillace, Salati, Herberg e via scherzando. Per capirci: al momento dello stop per i fatti di Calciopoli, Paparesta era internazionale ed era a detta di tutti il più bravo dopo Collina; da quel giorno non ha più arbitrato e adesso che è stato prosciolto dalla Procura di Napoli e ha pagato i suoi debiti con la giustizia sportiva viene messo a riposo perché giudicato “scarso”. Gussoni e Collina dovrebbero vergognarsi di aver compiuto un atto così basso e vile. Ma così va il mondo.
LANESE. È il presidente degli arbitri che in compagnia di Bergamo & Pairetto (i designatori-De Rege) non manca mai ai ritrovi conviviali a casa di Moggi e Giraudo. È il presidente degli arbitri che raccomanda a Ingargiola – che gli racconta l'aggressione di Moggi e Giraudo a Paparesta, con tanto di sequestro nello spogliatoio di Reggio – di tenere “acqua in bocca”; e poi chiama Moggi e si scusa e si prostra e dice che Paparesta è stato scandaloso, che lui a casa guardando la partita in tivù rabbrividiva. È il presidente degli arbitri che convince il padre di Paparesta ad affiliarsi alla Cupola moggiana e che addirittura lo accompagna a Torino, nella sede della Juve, per la cerimonia di iniziazione. Ebbene: questo figuro, che la Corte Federale aveva squalificato per 2 anni e mezzo il 25 luglio 2006, si è visto ridurre la squalifica dalla Camera di Conciliazione del Coni a 1 anno. Ora è tornato in corsa per occupare poltrone importanti nel Palazzo. E vedrete: tra poco ce la farà.
GUSSONI. È il nuovo presidente degli arbitri: quello che ha preso il posto dello squalificato Lanese e che pochi giorni fa, per l'appunto, con la gentile collaborazione di Collina ha pugnalato alla schiena Paparesta, roba che Bruto al confronto era un dilettante. Quali sono state, in questo interregno, le prodezze di questo autentico Tutankamen del movimento arbitrale italiano (1934, nato a Casalmaggiore)? Esecuzione di Paparesta a parte, di lui si ricorda soprattutto lo sperticato elogio fatto a Lanese (avete capito bene: a Lanese!) durante una visita pastorale nella sezione Aia di Catania: “Non possiamo non riconoscere – disse testualmente Gussoni ai giovani arbitri siciliani – i meriti di un mio allievo, che è stato il primo a dare dignità di Associazione elettiva all'Aia e per questo dobbiamo ringraziarlo. Troppo bravo e forse troppo buono e troppo debole. Per troppa bontà si è fatto mettere da parte e qualcuno lo ha tradito. Detto questo va dato atto che se l'Aia ha cominciato a funzionare da sola lo deve ad un siciliano, Tullio Lanese”. Citazione tratta dal sito ufficiale dell'Aia. Un po' come se dopo Calciopoli, Cobolli Gigli avesse tessuto l'elogio di Moggi e Giraudo e Collina l'elogio di Bergamo e Pairetto. Roba da licenziamento-lampo a calci nel sedere: ma ve l'abbiamo detto, si stava meglio quando si stava peggio.
TREFOLONI. È l'arbitro che su consiglio di Bergamo e della mitica segretaria Fazi spedì in Federazione un finto certificato medico per essere esonerato dalla designazione di una partita ad altissimo rischio di tarocco, Roma-Juventus, finita 1-2 e scandalosamente diretta da Racalbuto. È l'arbitro che ai p.m. di Napoli, Narducci e Beatrice, ha raccontato (citiamo testualmente) “l'intreccio perverso tra l'attività del designatore Bergamo e quella della segretaria, la signora Fazi” per l'inserimento degli arbitri nelle griglie di sorteggio. “I due svolgevano un'attività volta a determinare in noi una sudditanza psicologica che si traduceva a seconda delle partite che si andava ad arbitrare in una gestione delle stesse in linea col volere dei citati”. In pratica, Trefoloni racconta di avere arbitrato in stato di perenne condizionamento cercando di indirizzare i risultati delle partite nella direzione voluta dai capi corrotti. Ma nonostante tutto, mentre Paparesta viene giustiziato, grazie alla spinta di Collina Trefoloni viene promosso dalla 2^ alla 1^ fascia degli arbitri internazionali in sede Uefa.
ROCCHI. È uno degli arbitri rinviati a giudizio dalla procura di Napoli per associazione a delinquere e/o frode sportiva: tra le accuse, aver favorito la vittoria della Lazio in Chievo-Lazio 0-1 del 20 febbraio 2005 dopo una telefonata di Lotito a Carraro e dietro invito ad adoperarsi in tal senso dei designatori Bergamo e Pairetto. Nonostante su di lui penda tuttora l'inchiesta della giustizia ordinaria – che invece, lo ricordiamo, ha totalmente prosciolto Paparesta da ogni addebito -, il neo designatore Collina lo ha appena promosso internazionale.
GRISELLI. È uno dei guardalinee rinviati a giudizio per associazione a delinquere e/o frode sportiva nell'ambito dell'inchiesta su Calciopoli. Nonostante su di lui penda il giudizio della Procura napoletana, due settimane fa, la sera del 29 giugno, a Vienna, ha fatto parte della terna che ha diretto la finale del Campionato Europeo Spagna-Germania 1-0 (arbitro Rosetti, guardalinee Calcagno e Griselli).
Domanda: che ve ne sembra del quadro che abbiamo tratteggiato (e che se fosse una natura morta potrebbe intitolarsi: “Water otturato con sciacquone non funzionante”)? Che giudizio vi siete fatti dei nuovi dirigenti arbitrali Collina e Gussoni? E se qualcuno vi racconta che il calcio italiano, dopo la vergogna di Calciopoli, si è finalmente ripulito, pensate di riuscire a resistere? A non ridere?

Tag: Bergamo, Calciopoli, Collina, Fazi, Gussoni, Lanese, Moggi, Paparesta, Trefoloni
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