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I Generali Custer juventini

(cronaca di un massacro annunciato)

Blatter: "Juve fuori dall'Europa!"Blatter: "Juve fuori dall'Europa!"
Mercoledì, 23 Agosto 2006

Se qualcuno avesse veramente a cuore le sorti della Juventus, dovrebbe prendere da parte i nuovi dirigenti (a cominciare dal presidente Cobolli Gigli e dall'amministratore delegato Jean Claude Blanc) e far loro un discorso di puro buon senso. Dicendo loro: "Cari dirigenti, forse non ve ne rendete conto, ma state facendo come il Generale Custer a Little Big Horn: state portando la Juventus al massacro". Dopo un'estate trascorsa ad arrovellarsi attorno al dubbio amletico: andare al Tar o non andare al Tar?, il CdA juventino ha deciso - all'unanimità - per il sì. Senza rendersi conto di un sacco di cose importanti.

1. UMILTA'. Non accettare le decisioni della giustizia sportiva non è un errore tragico, è un suicidio. La Juventus ha tutto da guadagnare dal ripartire dalla serie B a - 17. Tanto per cominciare, la Camera di conciliazione del Coni s'era detta disponibile (nonostante il parere sfavorevole del Commissario Rossi) a limare ancora qualche punto di penalizzazione. E insomma: una Juve che si schieri ai nastri di partenza del campionato di B con -10 (o -12) sarebbe una Juve capace facilmente di arrivare in serie A al primo tentativo (e senza nemmeno dovere ricorrere ai playoff). Lavorando bene, e ottenendo un piazzamento fra le prime 4 nella stagione successiva, la Juve avrebbe poi la concreta possibilità - nell'estate del 2008 - di essere al via della Champions League 2008-09. Il tutto due anni dopo il "terremoto" e con i complimenti del mondo per l'umiltà e la tenacia dimostrate, oltre che per l'ottimo lavoro svolto. Andare al Tar e sottrarsi alle decisioni della giustizia sportiva apre invece scenari a dir poco inquietanti. Vediamoli.

2. TORTO. Il Tar respinge il ricorso juventino e conferma le sentenze della giustizia sportiva. Il club riparte così dalla serie B, ma con la penalizzazione maggiorata (17 punti che diventano, nella migliore delle ipotesi, 20) per la violazione della clausola compromissoria. In pratica: per la Juve diventa estremamente difficile conquistare la serie A al primo anno. Di campionati di B ne occorreranno forse due.

3. TUTTO DA RIFARE. Il Tar dice che i processi sportivi si devono rifare: campionati sospesi, si torna alla Caf (e poi alla Corte Federale). Domanda: siamo proprio sicuri che i nuovi giudici chiamati ad esprimersi sanzioneranno la Juventus - e la Lazio, la Fiorentina, il Milan - in modo più blando di quanto non abbiano fatto Ruperto prima (Caf) e Sandulli poi (Corte Federale)? È credibile che il più grande scandalo della storia del calcio mondiale finisca con un affettuoso buffetto sulle guance di Moggi, Giraudo e compagni di merende? Noi ne dubitiamo.

4. RAGIONE. Il Tar dà ragione alla Juve e ordina alla Figc la riammissione del club in serie A, sia pure con maxi-penalizzazione. Ebbene: la Juve dovrà giocoforza trascorrere il primo anno a cercare di salvarsi (di più non può fare) in attesa, il secondo, di dare l'assalto al 4° posto valido per un posto in Champions League. In pratica: rispetto alla prospettiva - odierna - di partire in B con una penalizzazione facile da annullare (e ancora attenuabile con l'arbitrato-Coni) non cambia nulla.

5. FUORI DALL'EUROPA. Ma questo è il meno. Qualunque sia la decisione che il Tar adotterà, infatti, sulla Juventus si abbatterà la mannaia della Fifa che non ammette il ricorso dei club calcistici alla giustizia ordinaria e che ha già comunicato ufficialmente alla Figc (e per conoscenza all'Uefa) che squalificherà la Juventus da tutte le manifestazioni internazionali per un anno o più probabilmente due, senza contare i fulmini che si abbatteranno, per colpa della Juve, sulla nostra Federazione. In pratica (per chi non avesse afferrato): Cobolli Gigli & Company stanno compiendo il capolavoro di raddoppiare i tempi d'attesa per il ritorno della Juve in Europa portando gli anni da 2 a 4. Si stanno cioè scavando la fossa con le proprie mani. Senza contare la vergogna che il club, col suo atteggiamento arrogante e sprezzante delle regole, sta suscitando nel mondo, ingigantendo l'orrido effetto già provocato dal comportamento dei suoi vecchi e amorali dirigenti.

Domanda: ha un senso tutto questo? Secondo noi no. E per fortuna che al nuovo management - dopo il tornado di Moggiopoli - stava tanto a cuore varare la tanto sbandierata Operazione Sorriso.

Cento giorni dopo lo possiamo già dire: missione fallita.

Paolo Ziliani
Paolo Ziliani
Postato da Paolo Ziliani, mercoledì, 23 agosto 2006 alle 10:35 in Scripta manent | Commenti (0) | Lascia un commento | 2959 click | Invia ad un amico

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