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Guido Rossi "nemico" juventinoDunque, la notizia vera - quella che naturalmente non finisce nei titoli dei giornali - è che la tentata conciliazione tra Juventus e Figc presso la Camera di conciliazione del Coni è naufragata, venerdì 18, perchè una delle due parti non aveva, in realtà, alcuna intenzione di conciliare: la parte in questione è la Juventus. A dichiararlo, papale papale, è stato il conciliatore stesso, l'onorevole e avvocato Angelo Piazza, che al termine dell'incontro ha spiegato: "Ho dovuto rilevare l'impossibilità di un accordo tra la Federcalcio e la Juventus. La Juventus chiedeva la serie A, mentre non ha ritenuto di accettare in subordine la discussione sui punti di penalizzazione o la squalifica del campo. Ho dovuto prendere atto che non ci poteva essere spazio per nessuna conciliazione".
Per capirci: la Figc aveva dato la sua disponibilità a rivedere ammende, squalifiche del campo e a limare - nonostante il parere sfavorevole del Commissario Rossi - qualche punto di penalizzazione in classifica. Ma la discussione non è nemmeno cominciata perchè la Juve, nelle persone del suo presidente (Cobolli Gigli), del suo amministratore delegato (Blanc) e dei suoi avvocati (Zaccone & company), ha ribadito che la sua unica volontà era ed è: restare in serie A.
Su che basi (e con che faccia) il nuovo management della Juve esprima questa richiesta non è dato sapere: soprattutto ricordando che l'avvocato Zaccone, dopo la richiesta del procuratore Palazzi - che alla Caf aveva chiesto la condanna della Juve alla serie C -, in risposta al presidente Ruperto aveva detto di ritenere "accettabile e congrua" una sanzione di "serie B con penalizzazione". Esattamente la sanzione comminata dalla Caf (B con - 30), poi notevolmente ridotta in sede di Corte Federale (B con - 17).
In attesa dei minacciati ricorsi della Juve alla giustizia ordinaria (Tar del Lazio e via discorrendo), sarà bene dire che il comportamento dei nuovi dirigenti juventini - cento giorni dopo l'esplosione del più grande scandalo della storia del calcio - è vergognoso, volgare e diseducativo nè più nè meno di quanto lo fu il comportamento di Moggi e Giraudo. I dirigenti della Juventus non vogliono saperne - nè più nè meno - di accettare e di inchinarsi alle sentenze dei giudici: anzi, vogliono essere loro a valutare la gravità dei reati commessi e a decidere le "giuste" sanzioni. Partendo da questo aberrante principio, hanno deciso che la Juve non può essere punita più duramente di Lazio e Fiorentina: quindi, dev'essere riammessa in serie A. Qualunque altra condanna non sarà accettata.
Quel che colpisce, in questa strana e inquietante estate del calcio di casa nostra, è l'indifferenza con cui il pianeta-pallone segue le evoluzioni, sempre più ardite, di Cobolli Gigli e della sua band. C'è il rischio, concreto, che l'arroganza e il senso d'impunità del club bianconero facciano slittare ulteriormente l'inizio dei campionati, paralizzando l'attività. E dopo averci fatto vergognare agli occhi del mondo per gli imbrogli e le malefatte, continuate e reiterate, dei suoi vecchi dirigenti, la Juventus rischia ora di raddoppiare il senso di vergogna dando al mondo l'idea di un'Italia che non riesce a punire un banda di furfanti perchè loro, i furfanti, si rifiutano di essere puniti. Anzi, vogliono decidere come. E quanto.
Ricordate? Era metà maggio e qualcuno ci raccontò la storia di un glorioso club di calcio, la Juventus, che era caduto in disgrazia e aveva deciso di voltare pagina. Beh, contrordine: era una favola.

Dopo le nuove rivelazioni sui sorteggi truccati di Calciopoli, Moggi seccato commenta: "Mi girano le palle, anche quelle ammaccate e decolorate".
Alla domanda: "E' vero che al momento della sostituzione hai mandato a Mazzarri un vaffa?", Quagliarella ha risposto: "No, c'erano altre 5 lettere".
Amareggiato per la sconfitta contro la Juve, Conte fa i complimenti a Ferrara: "E' stato più veloce di me a telefonare a Moggi".
Ferrara perplesso alla ripresa della preparazione: Blanc gli ha detto che se mai gli tornasse voglia di rifare una nuova serie di spot sugli yogurt, la Juve non ha nulla in contrario.
Per rimediare ai danni d'immagine del caso-Marrazzo, si pensa a una partita a scopo benefico tra nazionale di Montecitorio e nazionale-trans. Dovrebbe uscirne una gara molto maschia.
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