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<title>Il Blog di Paolo Ziliani - Le pagelle del calcio giorno dopo giorno...</title><link>http://www.paoloziliani.it</link>
<description>Il blog di Paolo Ziliani, famoso giornalista e "pagellista" di Controcampo di cui è autore</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[Lunga vita a Zac che ha messo una croce su Lippi (e una su Del Piero?)]]></title>
	<description><![CDATA[Non sappiamo se Zaccheroni ce la farà a compiere il miracolo (avete capito bene: miracolo) di arrivare quarto e di qualificare la Juventus al preliminare di Champions: traguardo impensabile dopo gli scempi della gestione Blanc-Lippi-Ferrara, una gestione che aveva ridotto la squadra ad un rudere. Ma se un motivo per essere ottimisti c’è, al di là dei 3 punti da recuperare al Palermo (2 + 1 per lo svantaggio nei confronti diretti) e di un calendario a dir poco difficile (5 partite in casa e 6 in trasferta, 4 delle quali in casa di Inter, Milan, Napoli e Sampdoria), questo motivo è sotto gli occhi di tutti: la Juve si è tolta di torno l’ombra ingombrante di Lippi, e cioè dell’architetto che in buona parte aveva contribuito ad edificarla. E grazie a Zaccheroni ha cominciato a pensare solo a se stessa e non più (anche) alla nazionale. Di più, Zaccheroni sembra in grado di fare quel che nessun altro allenatore dopo Capello – né Deschamps, né Ranieri, né Ferrara - era riuscito a fare: e cioè togliersi di torno (anche) l’ombra di Del Piero. Che all’indomani del suo ultimo proclama (“Voglio i mondiali in Sudafrica e ricordo a tutti che quattro anni fa non avevo giocato le qualificazioni, ma poi ero partito lo stesso per la Germania”), a Firenze è finito del tutto a sorpresa in panchina. “E’ stata una scelta tecnica”, ha spiegato Zaccheroni; che puntando sulla freschezza di Candreva (migliore in campo) e rilanciando Iaquinta (titolare inamovibile, una volta recuperato) dimostra di avere le idee chiarissime. In una parola, Zac non vuole che l’ultima parte della stagione si trasformi in un tappeto rosso da stendere sotto i piedi di Lippi e di Del Piero travestendo la Juve da succursale della nazionale e da taxi privato di capitan Ale. Zac vuole assolutamente mettere le mani sul 4° posto: e se per far questo deve procedere a mosse impopolari, come l’esclusione del capitano azzurro Cannavaro e quella del capitano bianconero Del Piero, non ci pensa due volte. Discorso che vale anche per Grosso, altro consiglio per gli acquisti di Lippi, rientrato felicemente in squadra nel 2° tempo di Firenze dopo l’infortunio a De Ceglie, ma prima vittima eccellente di Zac nel dopo-Ferrara.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=586]]></link>
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	<dc:date>2010-03-07T18:56+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[La "mission impossible" della Juve in Champions e il rischio (serio) di arrivare settimi]]></title>
	<description><![CDATA[Dunque, a 12 giornate dalla fine la Juventus è sesta. Dopo la sconfitta interna col Palermo (uno 0-2 che fa il paio con lo 0-2 dell’andata) i bianconeri – che inseguono disperatamente il 4° posto valido per la qualificazione al preliminare di Champions – hanno 3 punti di svantaggio nei confronti dei rosanero (2 + 1 per lo svantaggio nei confronti diretti) e 1 nei confronti del Napoli (parità di punti, ma anche qui c’è lo svantaggio nei confronti diretti). Con 12 partite ancora da giocare, nulla è ancora compromesso, ma i motivi per essere pessimisti si sprecano. Innanzitutto, la Juve dovrà giocare 7 partite fuori casa e 5 in casa; e tra le 7 trasferte in programma, gli uomini di Zaccheroni dovranno giocare in casa di Inter (1^), Milan (2°), Napoli (5°), Sampdoria (7^) e Fiorentina (10^), oltre che di Udinese e Catania, squadre impegnate nella lotta per non retrocedere. Già questo basta a delineare uno scenario cupo; che diventa ancora più preoccupante se si ricorda il modo in cui la Juve di Zaccheroni era riuscita a raggranellare gli 8 punti in 4 partite (2 pareggi e 2 vittorie) che le avevano permesso di riacciuffare il 4° posto. Pur con un barlume di gioco che nell’era-Ferrara era completamente assente, la Juventus aveva ad esempio battuto il Genoa grazie a un rigore completamente inventato per una ridicola caduta di Del Piero fuori area; caduta di Del Piero (nemmeno sfiorato da Diakite) che già contro la Lazio (1-1) aveva procurato alla Juve un rigore, realizzato, al 100 % inesistente.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=584]]></link>
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	<dc:date>2010-02-28T23:59+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Paura per Mourinho! In Inter-Chelsea l'arbitro non vede due rigori ma lui non dà in escandescenze: che stia male?]]></title>
	<description><![CDATA[Due notizie da Inter-Chelsea, una buona e una cattiva. La notizia buona è che l’Inter, dopo le figuracce rimediate nelle ultime stagioni contro Liverpool (era-Mancini), Manchester e Barcellona (era-Mourinho), ha finalmente vinto una partita di Champions, e segnato gol, contro un grande club europeo, il Chelsea, sconfitto 2-1. La notizia cattiva è che Mourinho in panchina non è stato bene: e c’è da essere preoccupati, conoscendo l’uomo. Pochi ne hanno parlato, ma Josè, così sensibile alle ingiustizie arbitrali – che in quanto ingiustizie lo sono indipendentemente da chi venga danneggiato – non si è stracciato le vesti e non si è messo a saltare come morso dalla tarantola quando l’arbitro Mejuto Gonzalez, al minuto 45, non ha concesso il rigore al Chelsea, e non ha espulso Samuel per fallo da ultimo uomo, per il netto e clamoroso atterramento di Kalou a due passi da Julio Cesar. La svista è stata colossale eppure Mourinho non si è mosso e non ha battuto ciglio. Ebbene, conoscendo la sua lealtà e il suo proverbiale senso di fair-play, c’è da credere che in panchina – appunto - non si sia sentito bene. Che abbia avuto un mezzo coccolone – magari per l’emozione di incontrare i suoi vecchi giocatori – senza che nessuno, a cominciare dallo staff medico dell’Inter, se ne sia reso conto. Un vero peccato. Anche perché, di lì a poco, l’arbitro ha fischiato la fine del primo tempo e Mourinho, al rientro nel sottopassaggio, avrebbe potuto insultare sia l’arbitro che il guardalinee, riservando loro lo stesso trattamento riservato a Tagliavento nell’intervallo di Inter-Sampdoria, naturalmente dopo essersi prodotto nella sua specialità, e cioè il gesto delle manette all’indirizzo del pubblico e in particolare dei 4.000 tifosi inglesi. “Cosa volevo dire? – avrebbe spiegato poi in sala-stampa -. Semplicemente che il Chelsea non avrebbe perso nemmeno se avessero arrestato Ancelotti”. A dispetto dei torti arbitrali.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=583]]></link>
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	<dc:date>2010-02-24T23:48+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Se il calcio fosse una cosa seria, la Samp vincerebbe 3-0 a tavolino]]></title>
	<description><![CDATA[La cosa più buffa è Moratti che il giorno dopo Inter-Sampdoria telefona ad Abete (presidente federale) per chiedere chiarimenti: e spiegazioni sull’accanimento degli arbitri contro l’Inter. Siamo al delirio, ovviamente. Pensate un po’: una volta, nell’orticello del calcio italico, c’era un club, la Juventus, che agiva nel più completo disprezzo delle regole (per dirne una: i suoi massimi dirigenti, Moggi e Giraudo, erano in combutta con i designatori e con gli arbitri) e non permetteva agli avversari, Inter di Moratti in primis, di gareggiare ad armi pari; oggi c’è un club, l’Inter, che pretende di giocare le partite nel più completo disprezzo del regolamento: e se l’arbitro prova a farlo rispettare, per esempio espellendo giocatori che picchiano come fabbri dal pronti-via e senza una ragione, dà in escandescenze e strepita e crea un clima invivibile al punto che la partita può proseguire solo pro-forma. Cioè: gli avversari non si azzardano più a entrare in area di rigore e l’arbitro punta solo ad arrivare al fischio finale chiudendo gli occhi su qualsiasi scorrettezza o isterismo degli strepitanti interisti, con l’unico obiettivo di evitare ulteriori incidenti o sceneggiate da fuori di testa. E se c’è un rigore perché Stankovic atterra Semioli o se c’è un rosso perché Milito prova a spaccare una gamba a Palombo, non fischia il rigore e non estrae alcun cartellino: nè rosso né giallo. Verrebbe giù il mondo, ci mancherebbe altro.   ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=582]]></link>
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	<dc:date>2010-02-22T13:3+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[E' ora di dirlo: ci vergogniamo di Mourinho e dei suoi bambinoni viziati]]></title>
	<description><![CDATA[Se l’Inter è (e lo è) la massima espressione del calcio italiano, la notizia è che il calcio italiano fa ridere. O piangere, a seconda dei punti di vista. L’Inter che ha giocato sabato contro la Sampdoria è una squadra di bambini dell’asilo: ma bambini viziati, quelli che fanno i bulli e i prepotenti e poi strillano e strepitano se la maestra glielo fa notare e li mette in castigo. E un bambinone dell’asilo è anche il signore che siede in panchina (o meglio: che dovrebbe sedere in panchina): quello che tra la prima espulsione (Samuel) e la seconda (Cordoba) si agitava a bordo campo facendo il segno delle manette davanti a tutto lo stadio e a tutte le telecamere; come a dire che era in atto la grande rapina del secolo (a danno dell’Inter, naturalmente) e che era uno scandalo e che insomma l’arbitro di Inter-Sampdoria andava arrestato. Messo in galera. Nientemeno.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=580]]></link>
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	<dc:date>2010-02-21T0:32+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[E a un certo punto il Milan smise di correre. E Leonardo restò a guardare...]]></title>
	<description><![CDATA[Con un mese e mezzo d’anticipo sull’ultimo Milan guidato in Champions da Ancelotti, quello che si fece eliminare dall’Arsenal con lo 0-2 del 4 marzo 2008 a San Siro, un Milan nemmeno in grado di finire tra le prime 4 in campionato, e quindi fuori dalla Champions della stagione successiva, la squadra di Leonardo, il 16 di febbraio 2010, al 90 per 100 ha dato l’addio all’Europa. Nel calcio ci sta tutto e c’è spazio anche per i miracoli: ma pensare di vincere 2-0 (o 3-1, o 4-2) il match di ritorno fra tre settimane all’Old Trafford, forse è un tantino azzardato. E non perché il Milan abbia meno classe del Manchester United. Il Milan di classe ne ha ancora da vendere, ma quel che le manca sono altre cose.  Le prime che ci vengono in mente sono fiato, corsa, equilibrio tattico, giovinezza.   ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=577]]></link>
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	<dc:date>2010-02-17T0:31+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[La Juventus tenuta in piedi dagli arbitri e Del Piero sgraffignatore di rigori]]></title>
	<description><![CDATA[Siccome non l'ha ordinato il medico che in Champions League debbano andare sempre le stesse 4 squadre, e cioè Inter, Milan, Juventus e una a scelta tra Roma e Fiorentina, la domanda che è giusto porsi, a questo punto del campionato, è: vogliamo dare a Napoli, Sampdoria, Palermo e perché no anche a Genoa, Cagliari e Bari, la possibilità di aspirare al quarto posto in classifica, quello che permette di accedere ai preliminari-Champions? La domanda, che potrebbe sembrare retorica, non lo è. E non lo è perché la Juventus, che con la sua spaventosa crisi ha aperto un vuoto nelle parti alte della classifica, dopo aver perso posizioni su posizioni si sta riavvicinando al fatidico 4° posto non tanto per meriti propri, quanto per colossali omaggi degli arbitri.   ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=575]]></link>
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	<dc:date>2010-02-16T10:16+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Milan-Manchester tra sogni e incubi: Pato e Dida, Nesta e Bonera, Giggs che non c'è e Rooney che c'è]]></title>
	<description><![CDATA[Domande. Con Milan-Manchester alle porte, a chi è andata peggio? A Ferguson che ha perso Giggs (frattura a un braccio) o a Leonardo che teme di dover fare a meno di Thiago Silva (risentimento agli adduttori)? Se il brasiliano non dovesse farcela, sarà Bonera (in coppia con Nesta) a rincorrere e a prendersi cura di Rooney? E che farà Ferguson? Metterà Berbatov a fianco di Rooney o lo terrà in panchina irrobustendo il centrocampo? E l’acciaccato Borriello? Lo vedremo in campo o Leonardo proverà a sfruttare l’entusiasmo (e la ritrovata vena realizzativa) di Huntelaar? E quel Dida rivisto sfarfaleggiante contro l’Udinese? Sicuri di non andare incontro ad un’altra topica leggendaria in stile Real Madrid-Milan 2-3 o Celtic-Milan 2-1? E quel Gattuso insulso e stranito, sempre più corpo estraneo nel Milan del dopo-Ancelotti e del dopo-Kakà? Lo vedremo in campo oppure in panchina?   ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=573]]></link>
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	<dc:date>2010-02-13T17:8+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Chi ha ragione: Leonardo che stravede per Ronaldinho o Dunga che l'ha scaricato come Guardiola e Ancelotti?]]></title>
	<description><![CDATA[La cosa più buffa è la sorpresa, per non dire lo sbigottimento. Il c.t. del Brasile, Dunga, esclude Ronaldinho dalla lista dei 23 convocati per l’ultima amichevole pre-mondiale (Londra, 2 marzo, Irlanda-Brasile), una decisione che la dice lunga su quelle che saranno le sue scelte finali in ottica Sudafrica, e di colpo l’Italia del Pallone, a cominciare dall’Italia che tifa Milan per finire all’Italia degli addetti ai lavori (leggi: i giornali che dopo Juventus-Milan 0-3 avevano cantato le lodi di Dinho per i 2 gol segnati dopo una partita orrida), scoprono che persino per i brasiliani che lo hanno amato come nessuno Ronaldinho è, oggi, una palla al piede: uno da evitare come la peste se l’obbiettivo è costruire qualcosa di serio che ti permetta, con un po’ di fortuna, di provare a vincere. Dunga convoca Kakà che ha la stessa immensa classe di Ronaldinho, ma in più corre e fa vita da atleta; convoca Felipe Melo, che considera un ottimo muratore costretto dalla Juve, non si sa perché, a recitare da architetto; convoca Adriano e Robinho, che in quanto all’essere “teste calde” non hanno nulla da invidiare a Dinho, ma che in campo garantiscono prestazioni da atleti, oltre che da giocolieri; convoca persino Julio Baptista, che nella Roma gioca assai meno di Ronaldinho nel Milan e che ha un grammo della classe dell’ex Pallone d’Oro, ma in che campo è un giocatore, e non un ex giocatore; Dunga, dicevamo, fa tutte queste scelte e la reazione – da noi - è quella di chi si straccia le vesti di fronte a un sacrilegio. E urla al delitto di lesa maestà.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=572]]></link>
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	<dc:date>2010-02-10T14:13+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Se Blanc, Buffon e Del Piero danno per scontato che arrivare in Champions sia una formalità]]></title>
	<description><![CDATA[Dopo aver firmato il contratto, aver risposto alle domande dei giornalisti in conferenza-stampa ed essersi seduto in panchina a vedere da vicino la Juve di Ferrara pareggiare in casa 1-1 contro la Lazio, Alberto Zaccheroni ha esordito da allenatore vero, sia pure con 6 soli giorni di lavoro col gruppo, pareggiando 1-1 a Livorno. Un risultato che all’apparenza potrebbe far storcere il naso e che invece va archiviato con soddisfazione. Intanto perché a differenza di quanto aveva fatto la Juve nell’ultima trasferta in casa di una “piccola” come il Chievo (partita orrida, gioco inesistente, sconfitta per 1-0), la Juve di Zac non soltanto ha raccolto un punto, che è sempre meglio di niente, ma nel secondo tempo ha tenuto in mano con una certa autorità – almeno fino all’espulsione di Melo – le redini del gioco. E già questo va considerato un miracolo se è vero che non c’è stato avversario – a cominciare dal Bologna di Papadopulo e dal Livorno di Ruotolo – che sotto il profilo del gioco non abbia regolarmente messo sotto la sgangherata, sconclusionata banda-Ferrara. Come già abbiamo avuto modo di dire, poi, Zac ha accettato la “mission impossibile” di portare la Juve in Champions League (leggi: quarto posto finale per arrivare almeno a giocare il preliminare); e anche se il punto di Livorno è poca cosa, è incoraggiante – anzi: fondamentale - che sia stata avviata l’operazione “ricerca del gioco”. Col modulo abortito di Ferrara - con supervisione di Lippi - la Juve non sarebbe andata da nessuna parte e a grandi linee sarebbe finita al 10-11° posto. Con Zaccheroni, invece, almeno un tentativo serio sarà fatto. A Livorno la creatura ha emesso i primi vagiti: come diceva quello, se son rose, fioriranno.   ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=571]]></link>
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	<dc:date>2010-02-07T0:52+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Buffon, non fare come Blanc: per andare in Champions serve un'autocritica a 360 gradi]]></title>
	<description><![CDATA[Ricordate quando Buffon, dopo Juventus-Sampdoria 5-1 (28 ottobre), parlò di “esplosione nucleare” per rendere l’idea di una Juve che di colpo si rivelava ai suoi occhi fortissima, quasi imbattibile? Sono passati 3 mesi e abbiamo visto quanto Gigi si sbagliasse e che cantonata avesse preso: quelli di Juve-Samp erano solo fuochi d’artificio e l’esplosione nucleare sarebbe arrivata di lì a poco, distruttiva e devastante come nessuno avrebbe immaginato, tale da trasformare Vinovo in una piccola Hiroshima e la Juve in un mucchio di macerie. Sportivamente parlando, s’intende. Gigi Buffon è stato, e probabilmente è ancora, il più forte portiere in attività (c’è chi dice, a ragione, il più forte portiere del mondo). Ma l’essere un fuoriclasse assoluto non implica, necessariamente, essere uomo saggio e intuitivo, ferma restando la buona fede dei propositi e dei convincimenti. Fu Gigi Buffon a farsi garante presso i tifosi - nell’estate del 2007, dopo il ritorno in serie A – dell’assoluta bontà dei programmi stilati dal nuovo management: “Ho parlato con la nuova dirigenza – disse Buffon – e la nuova dirigenza mi ha convinto della bontà del progetto: rivedremo presto la Juve vincente”. Dove si dimostra che si può essere grande giocatore senza essere, anche, grande intenditore di pallone: a Buffon, il piano di rafforzamento che prevedeva l’arrivo a Torino di Iaquinta, ma anche di Andrade e Tiago, Almiron, Grygera e Salihamidzic piaceva moltissimo. Iaquinta a parte, non c’era un solo giocatore vero: ma per lui erano tutti campioni.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=568]]></link>
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	<dc:date>2010-02-04T22:42+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[L'ultima di Blanc: portare Benitez a Torino e servirgli in tavola i soffritti di cuoco Lippi]]></title>
	<description><![CDATA[La domanda è: ci si poteva comportare più a capocchia di Blanc e Bettega che il 28 gennaio dell’anno di grazia (si fa per dire) 2010 hanno finalmente deciso: via Ferrara, dentro Zaccheroni? Ci si poteva comportare in modo più avventato e schizofrenico? Nel caos della bufera-Juve, distratti dal tormentone strappalacrime di Ciro Ferrara, non si è prestata – forse – sufficiente attenzione ai dettagli. Che sono tanti e tutti disarmanti. Vediamoli uno ad uno. DETTAGLIO 1. Con la Juve che ormai da tempo andava non male, ma malissimo (l’eliminazione dalla Champions per mano del Bayern l’aveva sbriciolata), una buona idea sarebbe stata quella di procedere al cambio d’allenatore a fine 2009: diciamo dopo Juventus-Catania 1-2 di domenica 20 dicembre. Il nuovo allenatore avrebbe avuto l’opportunità di lavorare sul gruppo due settimane prima della ripresa (fissata per l’Epifania) e soprattutto avrebbe potuto tracciare le linee guida del mercato di riparazione in base alle esigenze tecnico-tattiche rilevate. Invece no. Ferrara è stato allontanato il 28 gennaio, con un mese di ritardo sull’emergenza vera, e quel che è più grave a mercato praticamente chiuso. Possibilità d’intervento per il nuovo allenatore: zero virgola zero.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=566]]></link>
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	<dc:date>2010-01-31T13:14+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Se il ballottaggio è tra Gentile e Zaccheroni: un po' come dire il mare o la montagna...]]></title>
	<description><![CDATA[Come diceva quello: poche idee, ma ben confuse. Mentre continua lo scempio di quel che resta di Ciro Ferrara – un cadavere, sportivamente parlando, cui i dirigenti si rifiutano di dare degna sepoltura, preferendo lasciarlo in pasto a iene e avvoltoi -, i bene informati assicurano che la scelta del sostituto si è ormai ridotta al ballottaggio Claudio Gentile-Zaccheroni: che sarebbe come dire non so se scegliere il giorno o la notte, il mare o la montagna, Cicciolina o Madre Teresa, Di Pietro o Berlusconi. O se preferite il paragone calcistico, Zeman o Trapattoni. Tempi nerissimi, quelli che si vivono alla Real Casa. Perché se è vero che Bettega e Blanc non sanno decidere se è meglio Claudio Gentile o Zaccheroni, la notizia è che nessuno alla Juve ha la minima idea di che tipo di squadra varare per uscire dalle sabbie mobili. E se è risaputo che monsieur Blanc non sa distinguere un pallone da calcio da uno da rugby, che anche Bettega brancoli nel buio francamente sorprende.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=565]]></link>
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	<dc:date>2010-01-28T15:3+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Se questo è un dirigente: 9 domande a Blanc, lo sfasciacarrozze della Juventus]]></title>
	<description><![CDATA[Se questo è un uomo, scrisse Primo Levi. Se questo è un dirigente, bisognerebbe scrivere oggi. Parliamo, l’avrete capito, di Jean Claude Blanc, il mammasantissima della Juventus che con la benedizione della proprietà (John Elkann) si è autonominato Santissima Trinità Bianconera giungendo ad incarnare le figure di Padre, Figlio e Spirito Santo (presidente, amministratore delegato e direttore generale). Se questo è un dirigente, si chiede l’appassionato di calcio, Marotta della Sampdoria, Corvino della Fiorentina e Sartori del Chievo che cosa sono? Forse Premi Nobel di quella scienza impossibile, insondabile e imperscrutabile – per monsieur Blanc - chiamata calcio? Massimo Troisi diceva: credevo fosse amore, invece era un calesse. I tifosi della Juventus, parafrasando Troisi, dopo Juventus-Roma 1-2 (sesta sconfitta nelle ultime 8 partite) dicono: credevo fosse una squadra, invece era un triciclo. Dove il suffisso “tri” è più che mai d’obbligo. Perchè la Juve sembra caduta dalla padella alla brace. Ieri la triade, oggi il dirigente uno e trino. Ieri la vergogna di dirigenti corruttori, oggi la vergogna di dirigenti inetti e incompetenti. A partire da Blanc. Che come prima preoccupazione, non più tardi di due mesi fa, aveva quella di far sapere ai tifosi che la Juve avrebbe cucito sulle sue maglie la 3^ stella in caso di conquista dello scudetto (avete capito bene: scudetto). Un’idiozia in assoluto e una meschineria nel particolare: se il nuovo corso della Juventus ha il volto di un presidente – e amministratore delegato e direttore generale – che perde il suo tempo a lisciare il pelo ai tifosi, solleticando i bassi istinti del popolo bue, converrete con noi che è giunta l’ora di abbassare la saracinesca. Ma così è. E mentre la Juventus del nuovo corso (sic), quella di John Elkan e Blanc, di Lippi e Ferrara, va alla deriva svilita, umiliata e spernacchiata, e messa sotto da tutti, dal Chievo e dal Bayern, dal Milan e dal Catania, i poveri tifosi – e gli sportivi in genere – restano lì, con le loro semplici domande cui nessuno si premura di dare una risposta.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=563]]></link>
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	<dc:date>2010-01-24T13:26+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Lippi che si disinteressa di Balotelli e Santon e corre a chiedere come stanno Grosso e Cannavaro]]></title>
	<description><![CDATA[Lippi ha annunciato che il tour pastorale che sta compiendo in veste di sommo pontefice nei ritiri dei più importanti club italiani – una sorta di maxi-ricognizione pre-mondiale -, e che ha già toccato Milanello (Milan) e Vinovo (Juventus), non comprenderà la tappa di Appiano Gentile (Inter). Motivo: lo scarso numero di giocatori italiani che il club di Massimo Moratti offre, da sempre, alla causa azzurra. Una spiegazione, quella di Lippi, all’apparenza scontata, ma in realtà assai discutibile. Perché sul fatto che l’Inter sia la squadra più internazionale – di nome e di fatto – del panorama italiano, non ci piove: ma è altrettanto vero che i due giovani in assoluto più promettenti, Balotelli e Santon, vestono i colori dell’Inter. E anche se il momento che i due ragazzi vivono alla corte di Mourinho è a dir poco burrascoso – con Mario che ormai recita solo la parte di Giamburrasca e Santon che sembra aver perso la stima del tecnico, divenendo una specie di “caso-Balotelli 2” -, ci chiediamo se non fosse stato più utile, per Lippi, parlare con Mourinho dei problemi di Balotelli e Santon piuttosto che con Ferrara di quelli di Grosso e Cannavaro (sic).   ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=562]]></link>
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	<dc:date>2010-01-21T14:39+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[La Juve e la parabola del Re Sciocco, dell'antico condottiero e del suo fedele scudiero]]></title>
	<description><![CDATA[Blanc il Re Sciocco. Ranieri e Lippi il vecchio e l’antico condottiero. Ferrara lo scudiero. E Roma che dichiara guerra all’Impero Bianconero. Nella disfida di Torino. Se ci pensate bene, sembra una parabola. Una di quelle che si leggono nell’Antico Testamento, a metà rivelazioni e a metà insegnamenti. Allegorie che dicono verità meglio delle verità stesse. Come quella che il profeta Natan racconta al Re Davide; che aveva sedotto Betsabea, aveva tentato di imputarne la gravidanza al marito Uria e non essendoci riuscito, l’aveva fatto assassinare. Così il Signore manda il profeta Natan a Davide e Natan gli racconta di due uomini della stessa città, uno ricco e uno povero. Il primo possedeva bestiame “minuto e grosso” in gran numero, il secondo solo una pecorella piccina che gli era cresciuta in casa insieme con i figli, una pecorella che era per lui come una figlia. Un giorno, “un ospite di passaggio arrivò dall’uomo ricco e questi, risparmiando di prendere dal suo bestiame minuto e grosso, per preparare una vivanda al viaggiatore, portò via la pecora di quell’uomo povero e ne preparò una vivanda per l’ospite venuto da lui”. Ascoltato il racconto, l’ira di Davide si scatena contro quell’uomo: “Chi ha fatto questo merita la morte – dice -. Pagherà quattro volte il valore della pecora, per aver fatto una tal cosa e non aver avuto pietà”. E’ a questo punto, dopo che il Re ha emesso il suo giudizio, che il profeta Natan può pronunciare il suo: “Tu sei quell’uomo! Così dice il Signore, Dio d’Israele: Io ti ho unto re d’Israele, ti ho dato la casa del tuo padrone e ho messo nelle tue braccia le donne del tuo padrone, ti ho dato la casa di Israele e di Giuda e, se questo fosse troppo poco, io vi avrei aggiunto anche altro. Perché dunque hai disprezzato la parola del Signore, facendo ciò che è male ai suoi occhi? Tu hai colpito di spada Uria l’ittita, hai preso in moglie la moglie sua e lo hai ucciso con la spada degli Ammoniti. Ebbene (...) io sto per suscitare contro di te la sventura della tua stessa casa; prenderò le tue mogli sotto i tuoi occhi per darle a un tuo parente stretto, che si unirà a loro alla luce di questo sole; poiché tu l’hai fatto in segreto, ma io farò questo davanti a tutto Israele e alla luce del sole”.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=561]]></link>
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	<dc:date>2010-01-19T23:5+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Per manifesta incapacità dovrebbero dimettersi John Elkann, Blanc e Ferrara: vediamo chi lo farà per primo]]></title>
	<description><![CDATA[Pensavamo che l’arrivo di Bettega sarebbe stato sufficiente per togliere la Juventus - e in primis i suoi reggitori, John Elkann e Jean Claude Blanc – da quell’atmosfera da Alice nel Paese della Meraviglie che ammanta il club e propria di chi non sa letteralmente che cosa sia un pallone, una partita, il calcio. Per fare un esempio: soltanto Alice nel Paese delle Meraviglie avrebbe potuto pensare – com’è successo a Elkann e Blanc – che Ferrara era un genio di allenatore perché aveva vinto le ultime due partite del campionato scorso, Siena-Juventus e Juventus-Lazio, che avrebbe vinto anche Topo Gigio; e addirittura che per questo fosse più bravo di Ranieri, cacciato dai nostri prodi a 180 minuti dalla fine, con la Juve terza in classifica, per qualche colpo a vuoto accusato dai bianconeri nel mese di maggio. Chi mastica di calcio appena un po’, sa che le due partite in questione furono – come succede spesso  nei match di fine campionato, in testa e in coda alla classifica – partite a coefficiente di difficoltà nullo. E insomma: magari Ferrara aveva tutto per diventare il nuovo Pico della Mirandola del pallone, come peraltro Lippi assicurava. Ma cacciare Ranieri e annunciare di aver trovato l’uomo giusto in panchina perché Ciro aveva condotto la Juve alla vittoria su Siena e Lazio era una cattiveria nei confronti di Ranieri e – in assoluto – una cavolata. Se Ferrara aveva le stimmate per diventare un bravo allenatore lo si sarebbe visto solo al via della stagione successiva: in un clima di calcio vero, non di calcio fasullo.   ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=558]]></link>
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	<dc:date>2010-01-17T21:46+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Blanc come il pifferaio di Hamelin ha portato la Juventus in fondo al fiume]]></title>
	<description><![CDATA[C’è stato un momento, a settembre e fino ai primi di ottobre, in cui il Milan del neo-allenatore Leonardo annaspava in modo drammatico. Leonardo insisteva nel portare avanti, oltretutto senza Kakà (e Maldini), lo stanco tran tran del modulo Ancelotti, un gioco straconosciuto dagli avversari e che da un paio di stagioni stava smettendo con tutta evidenza di dare frutti. Era un Milan deprimente, bolso ed infelice: travolto dall’Inter, battuto dall’Udinese, umiliato dal Bari (a dispetto di un bugiardissimo 0-0 a San Siro), addirittura mandato a gambe all’aria dallo Zurigo in Champions League. Il Milan giocava malissimo, era un pachiderma lento e cigolante, insisteva nel proporre un Ronaldinho impresentabile che lo costringeva a giocare ogni volta in 10 uomini: e la sola cosa certa era che andando avanti così sarebbe arrivato a dir tanto decimo in classifica. C’era da inventarsi qualcosa, insomma: qualcosa di nuovo e di diverso. E Leonardo, allenatore esordiente ma intenditore di calcio sopraffino (per chi l’avesse dimenticato, è stato lui a scoprire e a portare al Milan Kakà, Pato e Thiago Silva), a un certo punto ci ha provato. Si è messo in testa l’idea meravigliosa di riempire la squadra di attaccanti e di piedi buoni, tanti, talentuosi e tutti assieme (Pato e Ronaldinho, Seedorf e Borriello, Pirlo e adesso persino Beckham); e fra lo scetticismo di molti, noi compresi, ha rivoltato il Milan come un calzino e ha cominciato il nuovo corso andando al Bernabeu e mettendo sotto il Real (il Real di Kakà) 3-2, in Champions League. Oggi, primi di gennaio dell’anno di grazia 2010, il Milan è una squadra rifondata. Bella a vedersi, felice di giocare, spavalda e sicura di sé e ancora piena d’imperfezioni, s’intende: imperfezioni che però sono ben mascherate dai pregi – tanti – che la squadra ad ogni uscita mette in mostra. Forse non vincerà il campionato e nemmeno la Champions, Leonardo: ma non c’è dubbio che il suo Milan sia diventato, oggi, una delle più interessanti e coraggiose novità del calcio europeo.  Un fiore all’occhiello del nostro movimento, per la spettacolarità e l’efficacia della proposta.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=557]]></link>
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	<dc:date>2010-01-11T0:44+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Macchè Cassano! I peccati mortali di Lippi si chiamano Ambrosini, Balotelli, Nesta e Totti]]></title>
	<description><![CDATA[Un anno e mezzo di Lippi c.t., un anno e mezzo ad accapigliarsi sul tema “Cassano-sì, Cassano-no”, un anno e mezzo a litigare e strepitare: e all’improvviso, a poco più di 5 mesi dal mondiale – o se volete, a 155 giorni dal match d’esordio Sudafrica-Messico, 11 giugno a Johannesburg -, ci si accorge che le discutibili scelte di Lippi sono ben altre. Non sappiamo come la pensiate voi; ma noi, più dell’ostracismo a Cassano, troviamo che lo scandalo vero sia l’esclusione dal gruppo azzurro di Ambrosini e Balotelli. E che il secondo scandalo sarebbe non vedere sull’aereo che partirà per il Sudafrica Nesta e Totti. Nominati in rigoroso ordine alfabetico, Ambrosini, Balotelli, Nesta e Totti sono i 4 giocatori più forti nel loro ruolo in Italia. Vediamoli uno ad uno.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=555]]></link>
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	<dc:date>2010-01-06T22:54+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Metti un giorno a pranzo Lippi che consegna a Blanc il progetto della Juventus vincente]]></title>
	<description><![CDATA[A proposito di Lippi che in un'intervista concessa a Sky Sport 24 ammette, finalmente, di essere stato l'ispiratore occulto (ma neanche tanto) della dirigenza juventina, l'uomo di fiducia che caldeggiò gli ingaggi di Cannavaro e Grosso, oltre che quello di Ferrara allenatore; a proposito di Lippi che ancor'oggi garantisce sulle qualità dei tre &quot;pupilli&quot; e che si accalora nella difesa della Juventus made in Ferrara (una sottomarca del made in Lippi), la cui crisi - a parere del c.t. - è dovuta solo ed esclusivamente ai tanti giocatori infortunati, da Sissoko a Chiellini, e non a scelte errate o a carenze della guida tecnica; a proposito di Lippi che giura che mai tornerà alla Juve come allenatore o direttore tecnico (abbiamo capito: Blanc deve avergli promesso la poltrona di presidente in stile Boniperti), ci piace riproporre l'articolo che in questo stesso sito scrivemmo otto mesi fa, il 20 aprile 2009, un mese prima della fine del campionato scorso. Ranieri era ancora l'allenatore della Juventus e sui giornali era apparsa la notizia - ai nostri occhi sconcertante - del ritorno alla Juve di Cannavaro, a pochi giorni dal &quot;pranzo della focaccia&quot; svoltosi a Recco, al ristorante &quot;Da Vittorio&quot;, tra Jean Claude Blanc, amministratore delegato della Juventus, e il c.t. della nazionale, Marcello Lippi...   ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=554]]></link>
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	<dc:date>2009-12-22T16:32+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[E se la Juve mettesse alla porta chi decise di cacciare Ranieri e d'ingaggiare Ferrara: e cioè Blanc?]]></title>
	<description><![CDATA[Adesso che la Juventus ha perso contro il Catania ultimo in classifica, 1-2 in casa dopo l’1-3 di Bari e l’1-4 col Bayern; adesso che anche Mihajlovic, al cospetto di Ferrara, è apparso una via di mezzo tra Happel, Helenio Herrera e Lobanovski; adesso che il 2009 va in archivio con la Juve fuori dalla Champions League e fuori dalla lotta scudetto (già assegnato all’Inter), sarà il caso di chiedere a Jean Claude Blanc – l’ultrapotente dirigente juventino che racchiude in sé le cariche di direttore generale, amministratore delegato e presidente – qualche chiarimento sul famoso “progetto” di cui si riempie la bocca dall’estate del 2006 e che nessuno, ma proprio nessuno, ha capito cosa sia. O per meglio dire: di qualunque progetto si sia trattato, l’impressione è che sia diventato un aborto. Una cosa venuta male, raccapricciante agli occhi di tutti ma non a quelli del dirigente Uno e Trino. Che anzi, mescolando non chalance a fascino francese continua a dire che il “progetto” va avanti e che le persone che stanno lavorando alla sua attuazione sono bravissime e godono della più totale fiducia della società. E della proprietà.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=552]]></link>
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	<dc:date>2009-12-20T22:46+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Novità alla Juve: Secco badante di Ferrara, Bettega badante di Blanc]]></title>
	<description><![CDATA[Due cose nuove sul fronte-Juve: non il risultato (dopo l’1-4 col Bayern, è arrivato l’1-3 col Bari) ma due fatti apparentemente di contorno come la presenza di Alessio Secco in panchina accanto a Ferrara e il riaffacciarsi del fantasma di Roberto Bettega nelle stanze e nei corridoi della sede di Corso Galileo Ferraris. Due fatti apparentemente di contorno, abbiamo detto, ma che a nostro avviso meritano un minimo di approfondimento. La presenza di Secco in panchina, più che un ritorno ai tempi in cui il team manager (ed ex addetto-stampa) aveva il compito di segnalare al quarto uomo i numeri per la lavagnetta luminosa delle sostituzioni, è parsa una sorta di commissariamento della guida tecnica: con un effetto comico abbastanza evidente, se è vero che il direttore sportivo è colui che ha contribuito a complicare maledettamente il lavoro di Ferrara con la terza campagna acquisti sbagliata negli ultimi tre anni. In pratica: se c’era un modo per delegittimare ulteriormente il povero Ciro (già nel pallone di suo) togliendogli, agli occhi dei giocatori e dei tifosi, anche quel minimo di autorità e autorevolezza che ogni allenatore dovrebbe avere, la Juventus ha scelto il modo migliore (o peggiore, dipende dai punti di vista). Al di là delle frasi di circostanza, infatti, non c’è dubbio che Blanc non si fidi più di Ferrara: e le parole dette all’indomani di Juventus-Napoli 2-3 (“abbiamo finito i jolly, adesso non si può più sbagliare”), a meno che non passi il concetto che “le president” possa dire tutto e il contrario di tutto, a seconda della luna, sono lì a dimostrarlo.   ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=549]]></link>
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	<dc:date>2009-12-13T13:14+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Se Hoeness e Rummenigge scelgono Van Gaal e Blanc e John Elkann scelgono Ferrara]]></title>
	<description><![CDATA[La differenza tra la Juventus e il Bayern è che alla Juventus, sulla poltrona di presidente, Blanc ha preso il posto di Cobolli Gigli, mentre al Bayern Hoeness ha preso il posto di Beckenbauer. E insomma: mentre a Monaco le decisioni importanti vengono prese da uomini che una vaga idea del calcio ce l’hanno, come Hoeness, Beckenbauer e Rummenigge, a Torino nella stanza dei bottoni si siedono John Elkann, Jean Claude Blanc e Alessio Secco (e fino a ieri Giovanni Cobolli Gigli), stimabilissime persone, sia chiaro, ma completamente a digiuno di pallone, eccezion fatta per Alessio Secco che tuttavia, se non fosse scoppiata Calciopoli, sarebbe ancor’oggi il portaborse di Moggi, giovane team manager dopo lunga trafila da addetto stampa. Per capirci meglio: qual è la differenza tra avere Hoeness, Rummenigge e Beckenbauer e avere Blanc, Elkann e Secco? La differenza è che i dirigenti del Bayern, dovendo scegliere un nuovo allenatore, puntano su Louis Van Gaal, che magari sarà anche antipatico (perché, Capello è simpatico?) ma una certa garanzia te la dà: ha appena vinto un campionato d’Olanda con l’AZ Alkmaar – un po’ come se da noi vincesse la Sampdoria –, che di titoli ne ha conquistati 2 in tutta la sua storia; e nella sua carriera ha vinto 3 scudetti, una Coppa dei Campioni, una Coppa Uefa, una Supercoppa Europea e una Coppa Intercontinentale con l’Ajax, squadra tradizionalmente composta di giovani, per non parlare di due titoli in Spagna con il Barcellona, più una Coppa del Re e una Supercoppa Europea. E insomma: il calcio non è matematica e una scelta ragionata a volte può non pagare. L’inizio del Bayern, per esempio, è stato complicato e Van Gaal, anche per colpa degli infortuni a Ribery e a Robben, ha faticato molto sia in campionato che in Champions. Ma da un mese il suo lavoro sta cominciando a dare i suoi frutti: e che il Bayern sia diventata una squadra seria lo si è visto a Torino contro la Juventus, con il Bayern che sembrava Gulliver e i bianconeri i lillipuziani. Per passare il turno Van Gaal doveva vincere ma il suo Bayern ha fatto di più: ha stravinto.   ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=547]]></link>
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	<dc:date>2009-12-09T0:17+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Le espulsioni di Balotelli, quelle di Mourinho e il Saccani non vedente]]></title>
	<description><![CDATA[Juventus-Inter (2-1) non è stata solo una brutta partita, perfetta espressione del pessimo livello spettacolare del nostro calcio; è stata anche un concentrato di piccoli e grandi misfatti – morali e regolamentari - che per una volta meritano di non passare sotto silenzio. A cominciare dallo strano caso di Josè Mourinho che due settimane fa, per spiegare la sostituzione di Balotelli nell’intervallo di Bologna-Inter, aveva detto: “Mario aveva avuto un cartellino giallo e a differenza di altri giocatori, che sanno gestire un’ammonizione, non è in grado di tenerne conto: l’ho tolto perché rischiavamo di trovarci in 10 per un’espulsione inutile”. Ebbene: per la serie “Da che pulpito arriva la predica”, Mourinho, che aveva già messo in croce Balotelli per un rosso stupido la sera di Rubin Kazan-Inter (1-1), in Champions League, non trova niente di meglio che farsi cacciare al pronti-via, la sera di Juventus-Inter, perché incapace di accettare una punizione contro fischiata a metà campo. Ora, rinunciare all’allenatore in panchina nella sfida più importante dell’anno non ci sembra il massimo: a meno che Moratti non stipendi Mourinho per beneficenza o a meno che l’allenatore dell’Inter lo possa fare chiunque (dopo Barcellona-Inter e Juventus-Inter cominciamo a sospettarlo). Una cosa è certa: Balotelli ha 19 anni, Mourinho qualcuno di più. E siccome a lui è affidato il compito di guida del gruppo, la sua espulsione ci sembra più grave, e più irresponsabile, di quella di Supermario. Tra l’altro, il buon Josè non sembra nemmeno in grado di scegliersi il “pretesto” migliore: avesse applaudito Saccani per lo scandaloso rigore negato a Samuel sulla trattenuta di Cannavaro, qualche minuto prima del gol dell’1-0, la protesta avrebbe avuto un senso; mentre l’applauso ironico per la spinta (che c’era) di Samuel a Del Piero a metà campo fa veramente ridere. Domanda: non sarà che Mourinho proietti su Balotelli la sua sostanziale incapacità di reggere il pathos delle partite?  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=545]]></link>
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	<dc:date>2009-12-06T19:31+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La Juve va a rotoli: storia di una disfatta annunciata]]></title>
	<description><![CDATA[Se non è stato Ferrara, l’estate scorsa, ad andare in sede puntando una pistola alla tempia ai dirigenti per farsi assumere, ma la decisione di ingaggiarlo è stata invece una libera scelta di John Elkann, Blanc e Cobolli Gigli, che dopo aver valutato tutte le opzioni - da Conte a Giampaolo, da Vialli a Spalletti - hanno ritenuto che quella di Ferrara fosse fra tutte la più convincente (in ciò confortati dal loro ispiratore occulto, Marcello Lippi); se questo è lo scenario che ha permesso a Ferrara, a dispetto delle sue inesistenti esperienze di panchina, di diventare il terzo allenatore juventino del dopo-Calciopoli (il quarto contando anche Corradini, sostituto di Deschamps prima dell’avvento di Ranieri), va detto che le colpe della disastrosa situazione in cui la Juve versa, a meno 8 dall’Inter dopo 14 giornate di campionato e con lo strazio di Bordeaux come ultimo ricordo di coppa, le colpe, dicevamo, non sono certo di Ferrara, ma dei dirigenti. E su tutti del neo presidente, amministratore delegato e direttore generale Jean Claude Blanc.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=542]]></link>
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	<dc:date>2009-11-29T21:43+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[L'Inter se la fa sotto un'altra volta: siamo al caso clinico!]]></title>
	<description><![CDATA[Potevano succedere tre cose: 1) che l’Inter battesse il Barcellona e finisse matematicamente primo, mettendo in forse la qualificazione dei campioni d'Europa; 2) che l’Inter pareggiasse, conservando il primo posto con ottime probabilità di confermarlo anche dopo l’ultimo match col Rubin; 3) che l’Inter perdesse, lasciandosi sfuggire – al 90 % - la possibilità di arrivare prima nel girone, e con le ulteriori conseguenze di regalare passaggio e prima piazza al Barcellona e di tenere in pericolo la propria qualificazione (che resta ampiamente raggiungibile, sia chiaro). Potevano succedere tre cose, insomma, ed è successa la peggiore: come diceva Mike, busta numero 3. Ma non è questa la cosa più deprimente. La cosa più deprimente è che l’Inter, dopo aver pescato un doppio jolly nell’irripetibile partita di poker giocata a Kiev, avrebbe potuto togliersi lo sfizio di provarci, finalmente, a fare una partita come Dio comanda, magari anche perdendo; e invece ha scelto di perdere senza provarci. Oppure voleva farlo ma non c’è riuscita. Come diceva Pesaola, gli avversari le hanno rubato l’idea.      ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=540]]></link>
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	<dc:date>2009-11-24T23:52+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Insulti razzisti a Balotelli: e se Juventus-Inter si giocasse a porte chiuse?]]></title>
	<description><![CDATA[Chissà se Jean Claude Blanc sarà contento. Adesso che i minus habens della tifoseria juventina si sono esibiti nel Festival dell’Insulto Razzista nei confronti (indovinate un po’?) di Mario Balotelli - apprezzabile bis del campionato scorso, quando la cosa provocò la prima squalifica per razzismo mai comminata nel calcio italiano: la Juve giocò la partita con l'Atalanta (inizialmente avrebbe dovuto essere quella col Lecce) a porte chiuse – cantando a squarciagola, felici come pasque, “Se saltelli muore Balotelli” in alternativa a “Balotelli negro di merda”; adesso che si aprirà il dibattito se squalificare o no il campo della Juventus, che in questo caso giocherebbe a porte chiuse nientemeno che la partita con l’Inter (sabato 5 dicembre, ore 20,45); adesso che i cori razzisti hanno fatto il tanto atteso salto di qualità con l’aggravante di essere stati pensati e realizzati a freddo, a tavolino, e cioè in assenza del bersaglio del becerume (Balotelli aveva giocato la sera prima a Bologna e domenica sera chissà dov’era e cosa faceva); adesso che siamo davanti a questo capolavoro di educazione & civiltà, Jean Claude Blanc sarà contento di aver scelto la strada del dirigente che nella più totale mancanza di consenso, altro non sa fare che titillare i più bassi istinti della tifoseria cafona, per ingraziarsela e dotarsi di una claque tutta sua.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=538]]></link>
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	<dc:date>2009-11-22T22:52+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Blanc, la 3^ stella e un'arroganza che non conosce confini]]></title>
	<description><![CDATA[Nella più totale indifferenza di Federazione e Palazzo del calcio, Jean Claude Blanc, neo presidente della Juventus, prosegue impavido – manco fosse Indiana Jones - nella sua crociata all’inseguimento della 3^ stella bianconera. “Io sto dalla parte dei giocatori che sentono di aver vinto 29 scudetti e non 27 – spiega Blanc -; e in quanto alle sentenze della giustizia sportiva, le rispetto ma non per questo le condivido. Insomma: il prossimo scudetto per noi sarà il 30° e quando arriverà, la Juventus metterà la 3^ stella sulla sua maglia”.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=536]]></link>
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	<dc:date>2009-11-18T11:46+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Inter: 4 buoni motivi per arrivare primi (eliminando il  Barcellona)]]></title>
	<description><![CDATA[Ora che gli antichi brividi della leggendaria Inter anni ’60, quella del Mago e di papà Moratti, sono stati rivissuti; ora che le tremebonde notti di Villareal e Valencia (griffe Mancini) e di San Siro col Manchester (griffe Mourinho) sono finite - si spera per sempre - nel dimenticatoio; ora che il popolo nerazzurro è tornato ad assaporare il significato della frase “vivere un giorno (o una notte, fa lo stesso) da leoni”; ora che finalmente si torna a ragionare, e l’Inter si ritrova prima nel suo girone, di gran lunga il più difficile tra gli 8 di questa Champions, vale la pena spendere due parole per ricordare l’enorme importanza che avrebbe – per la squadra di Mourinho –  non accontentarsi di una qualificazione tout-court, ma lottare invece con tutte le proprie forze per qualificarsi conservando questo benedetto primo posto in classifica tanto faticosamente conquistato. Ci sono almeno 4 buoni motivi che lo consigliano.  ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=534]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=534</guid>
	<dc:date>2009-11-05T15:41+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Dopo Ranieri, Blanc ha già pronto il nuovo colpevole: Ferrara]]></title>
	<description><![CDATA[E’ veramente insopportabile, per non dire odioso, il modo di porsi del nuovo presidente della Juventus, il francese Jean Claude Blanc. E ci permettiamo di dirlo. Se il club sta faticando più del previsto a tornare grande, in tutti i sensi, non è tanto per gli errori degli allenatori (Ferrara oggi, Ranieri e Deschamps ieri), dei giocatori o di chi li ha scelti (Secco): gli errori veri, pesanti, condizionanti, vanno imputati invece a questo dirigente completamente inventato al calcio, la cui unica dote – diciamolo – è quella di essere elegante. Cioè, ben vestito, ben pettinato, ben educato. Oltre che ben stipendiato, ça va sans dire.   ...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=531]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=531</guid>
	<dc:date>2009-11-02T20:6+02:00</dc:date>	<dc:creator>Paolo Ziliani</dc:creator>
</item>
	</channel></rss>